Aggressione Termini | Funzionario grave, ma vivo: Caccia ai sei aggressori
Il funzionario Mimit aggredito a Termini è grave ma stabile. Le indagini della Polizia proseguono, due fermi e caccia serrata agli altri sei aggressori. Resta alta la tensione.
La stazione Termini di Roma è stata teatro di un grave episodio di violenza lo scorso sabato sera, 10 gennaio, quando un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy, di 57 anni, è stato brutalmente aggredito da un gruppo di circa otto individui. L’uomo, trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, è tuttora ricoverato in prognosi riservata. Sebbene le sue condizioni siano serie e preoccupanti, i medici hanno confermato che fortunatamente non rischia la vita.
Il funzionario ha subito gravi lesioni e fratture, concentrate soprattutto al volto. Attualmente si trova intubato e in stato di incoscienza nel reparto di terapia intensiva, dove un team medico monitora costantemente l’evoluzione del suo quadro clinico. Nonostante la gravità della situazione iniziale, con il passare delle ore si registra un lento ma progressivo miglioramento. Questa aggressione ha riacceso i riflettori sulla questione della sicurezza nelle aree ad alta frequentazione, come le stazioni ferroviarie, generando forte preoccupazione.
Le indagini: due fermi e la caccia ai responsabili

Due fermi nelle indagini: prosegue la caccia ai responsabili.
Le forze dell’ordine hanno avviato immediatamente le indagini, coordinate dalla Procura, per fare luce sull’accaduto e identificare tutti i responsabili. La Polizia di Stato ha visionato le immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza presenti nell’area della stazione Termini, un elemento cruciale per la ricostruzione dei fatti e l’individuazione degli aggressori.
Grazie a queste attività investigative, sono stati finora fermati due giovani. Si tratta di un ventenne di origine tunisina, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a risse e stupefacenti, e un diciottenne egiziano, per il quale era già stato emesso un provvedimento di espulsione a gennaio. Entrambi sono stati rintracciati e fermati a seguito di un maxi blitz della Polizia di Stato condotto in risposta alle recenti aggressioni. Le indagini proseguono per individuare e fermare i restanti sei membri del gruppo che ha partecipato all’aggressione. Non appena le sue condizioni lo permetteranno, il funzionario sarà ascoltato dagli investigatori per fornire la sua testimonianza e contribuire alla ricostruzione degli eventi.
Il contesto delle aggressioni: non un caso isolato
Comprendere il contesto: le aggressioni non sono mai un caso isolato.
L’aggressione al funzionario del Mimit, per quanto grave, non è purtroppo un episodio isolato. La stessa serata di sabato scorso ha visto un’altra vittima di violenza: poco distante dal luogo del primo attacco, un giovane rider di 22 anni è stato a sua volta oggetto di un brutale pestaggio. Questi episodi ravvicinati riaccendono il dibattito e sollevano serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza percepita e reale all’interno e nelle immediate vicinanze di una delle principali stazioni ferroviarie italiane e porta d’accesso alla Capitale.
La presenza costante di forze dell’ordine e l’implementazione di sistemi di videosorveglianza, pur essendo misure necessarie e benvenute, si scontrano con una preoccupante escalation di violenza che richiede una riflessione più profonda sulle sue cause e sulle strategie preventive più efficaci. È fondamentale che luoghi di transito cruciali come Termini siano percepiti come aree sicure da tutti i cittadini, sia per chi vi transita quotidianamente che per i numerosi turisti. La collettività attende risposte concrete e un tangibile rafforzamento delle misure atte a prevenire il ripetersi di simili atti di brutale violenza, assicurando piena giustizia per le vittime e ripristinando un senso di tranquillità.
