Truffa Anziani | Svelato il meccanismo: Il 16enne non l’ha passata liscia

Scopri come la Polizia ha smascherato la truffa del finto nipote a Roma. Un 16enne arrestato in flagranza mentre estorceva denaro e gioielli a un’anziana. Dettagli sconvolgenti.

Truffa Anziani | Svelato il meccanismo: Il 16enne non l’ha passata liscia
Scopri come la Polizia ha smascherato la truffa del finto nipote a Roma. Un 16enne arrestato in flagranza mentre estorceva denaro e gioielli a un’anziana. Dettagli sconvolgenti.

È un copione, purtroppo, fin troppo rodato quello delle truffe agli anziani, un meccanismo che fa leva sulle fragilità e sulle preoccupazioni più profonde. Attraverso telefonate ingannevoli e una sapiente pressione emotiva, i malviventi riescono a estorcere denaro e preziosi. Questa volta, però, il piano è stato interrotto sul più bello, grazie all’intervento della Polizia di Stato a Tor Lupara, alle porte di Roma. Un sedicenne di origini egiziane è stato colto in flagranza di reato, arrestato con il bottino ancora addosso, appena dopo aver raggirato una donna anziana.

Il giovane era stato reclutato specificamente per la parte più delicata dell’operazione: presentarsi fisicamente all’abitazione della vittima per ritirare quanto richiesto. Gli agenti della V Sezione della Squadra Mobile, in servizio di pattugliamento o forse su segnalazione, hanno notato il sedicenne mentre sostava con evidente agitazione davanti al cancello di una villetta indipendente. Un dettaglio che ha immediatamente acceso la loro attenzione, portando a un’attenta osservazione della scena.

Come funziona la truffa del finto nipote

Come funziona la truffa del finto nipote

Come funziona la truffa del finto nipote: i meccanismi del raggiro.

 

Il meccanismo dietro la “truffa del finto nipote” è di una semplicità disarmante quanto crudele. Tutto prende il via con una telefonata all’utenza fissa dell’anziana vittima. Dall’altro capo della linea, un individuo si spaccia per un parente stretto, spesso un nipote, creando immediatamente un senso di fiducia e urgenza. La narrazione è sempre la stessa, o con minime variazioni: il finto nipote racconta che il padre (o un altro familiare prossimo) è stato fermato e trattenuto in una caserma dei Carabinieri per una presunta responsabilità penale o un incidente grave.

Per “risolvere la situazione in modo bonario” ed evitare conseguenze legali ben più serie, viene richiesto con insistenza di raccogliere rapidamente una somma di denaro o, in alternativa, gioielli e preziosi. La vittima viene rassicurata sul fatto che un “incaricato” si sarebbe presentato a breve a casa per ritirare quanto pattuito, senza destare sospetti. L’obiettivo è generare un forte stress emotivo e una sensazione di imminente pericolo, inducendo l’anziana a consegnare i suoi beni senza riflettere a lungo, per amore del presunto familiare in difficoltà.

L’intervento decisivo della polizia e le indagini

L'intervento decisivo della polizia e le indagini

L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine e le indagini in corso.

 

L’attesa degli agenti ha dato i suoi frutti. Hanno osservato il giovane entrare in una delle abitazioni al piano terra e uscirne pochi istanti dopo, con un fare concitato che non è sfuggito ai poliziotti. Subito dietro di lui, è apparsa l’anziana donna, visibilmente scossa e confusa. A quel punto, gli agenti sono intervenuti prontamente, bloccando il ragazzo prima che potesse allontanarsi e far perdere le sue tracce. Nelle tasche del sedicenne è stato trovato un involucro di carta contenente monili in oro e 450 euro in contanti, dei quali non ha saputo dare alcuna spiegazione plausibile.

Gli accertamenti successivi e il dettagliato racconto fornito dalla vittima hanno permesso di ricostruire l’intera e precisa dinamica della truffa. È emerso che, di fronte alle comprensibili esitazioni dell’anziana al momento della consegna, il sedicenne aveva forzato la situazione, strappando il bottino da uno scaffale prima di tentare una fuga che si è rivelata estremamente breve. Il giovane, peraltro, era già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici e si era allontanato proprio quel giorno da una struttura di accoglienza in Campania, dove era domiciliato, con l’evidente scopo di raggiungere il Lazio e portare a termine il raggiro. La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma ha prontamente chiesto e ottenuto la convalida dell’arresto, un segnale chiaro dell’impegno nella lotta a questo tipo di crimini.