Bonus Trasporti 2026, Giorgia Meloni ci fa il regalo: ecco come viaggiare gratis
Addio Bonus Trasporti nazionale universale nel 2026. L’Italia si affida ad aiuti regionali, comunali e detrazioni fiscali per i trasporti pubblici. Ecco le novità.
Nel 2026 il panorama delle agevolazioni sui trasporti pubblici in Italia subisce una trasformazione significativa. La misura statale del Bonus Trasporti, così come era stata conosciuta negli ultimi anni, non ha ricevuto la proroga nella sua versione nazionale universale. Questo segna la fine di un’era caratterizzata da un contributo diretto e uniforme per molti cittadini, introdotto per alleggerire i costi degli abbonamenti a bus, tram, metropolitane e treni.
Al posto di un’unica misura statale, il nuovo anno porta un quadro più frammentato ma non meno importante. Il sistema si basa ora su un mix di iniziative a livello regionale e locale, affiancate da un consolidato meccanismo di detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi. L’obiettivo rimane lo stesso: aiutare studenti, pendolari e cittadini con un reddito più basso a sostenere le spese per la mobilità pubblica, ma le modalità di accesso e gli importi cambiano radicalmente.
Le nuove agevolazioni tra regioni e comuni

Nuove agevolazioni tra regioni e comuni: opportunità per cittadini e imprese.
Il cuore delle agevolazioni per i trasporti pubblici nel 2026 batte ora a livello territoriale. Regioni e Comuni diventano i principali attori nell’erogazione di contributi, proponendo un’ampia varietà di soluzioni che includono voucher, sconti diretti sull’acquisto di abbonamenti o rimborsi parziali. Questi aiuti sono generalmente destinati a chi rientra in specifiche soglie ISEE, determinate da ciascuna amministrazione.
È fondamentale comprendere che questo quadro non è uniforme. Ogni Regione e ogni Comune ha la facoltà di definire autonomamente i requisiti specifici, gli importi esatti e le procedure dettagliate per l’accesso ai fondi. Di conseguenza, per ottenere informazioni precise e aggiornate, diventa imprescindibile consultare i portali ufficiali delle singole amministrazioni locali.
Alcuni esempi evidenziano la diversità delle opportunità. Nel Lazio, ad esempio, i residenti con un ISEE inferiore a 25.000 euro possono beneficiare di sconti che arrivano fino al 30-50% sul costo degli abbonamenti, con ulteriori riduzioni previste per le famiglie numerose o categorie protette. La Regione Veneto ha istituito un voucher del valore di 200 euro per l’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale. In Piemonte, invece, è disponibile un bonus fino a 150 euro, mirato alla riduzione o al rimborso di abbonamenti annuali o plurimensili per gli studenti. Queste iniziative mostrano come, nonostante la fine del bonus nazionale, le opportunità di risparmio rimangano concrete, purché si sia informati a livello locale.
Come richiedere i nuovi bonus e le detrazioni fiscali
Bonus e detrazioni fiscali: la guida completa per richiederli con facilità.
Con il passaggio a un sistema basato su iniziative locali, anche le procedure di richiesta si adattano. La maggior parte delle amministrazioni ha optato per processi di domanda interamente digitali. Per accedere ai portali delle rispettive Regioni o Comuni, sarà quasi sempre necessario autenticarsi tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Sarà poi richiesto di caricare documenti essenziali, come l’attestazione ISEE aggiornata e la ricevuta dell’abbonamento per cui si richiede il rimborso o lo sconto.
Un aspetto cruciale da non sottovalutare è il rispetto delle scadenze. Molte iniziative regionali e comunali operano con bandi specifici e spesso i fondi sono erogati fino a esaurimento. È quindi fondamentale presentare la domanda entro le tempistiche indicate per non perdere l’opportunità di beneficiare degli aiuti. Consultare regolarmente i siti istituzionali è la chiave per non farsi trovare impreparati.
Per compensare la mancanza del bonus nazionale universale, la misura più consolidata che resta a disposizione dei cittadini è la detrazione fiscale. È possibile, infatti, recuperare il 19% delle spese sostenute per gli abbonamenti ai mezzi pubblici nella propria dichiarazione dei redditi. Questo strumento, seppur diverso da un contributo diretto, rappresenta comunque un’opportunità significativa per recuperare una parte della spesa annua destinata al trasporto locale. Nel complesso, il 2026 introduce un sistema di bonus trasporti più articolato e territorialmente specifico, che richiede ai cittadini una maggiore proattività nella ricerca delle opportunità disponibili.
