Shock a Roma! | Ex Mercati: Attivisti bloccano mezzi, ‘Abbattimento non sfalcio!’

Gli attivisti irrompono agli Ex Mercati Generali di Roma bloccando i lavori. Denunciano l’abbattimento di alberi anziché semplice sfalcio. Cresce la tensione sul futuro dell’area.

Shock a Roma! | Ex Mercati: Attivisti bloccano mezzi, ‘Abbattimento non sfalcio!’
La protesta agli ex mercati generali di RomaGli attivisti irrompono agli Ex Mercati Generali di Roma bloccando i lavori. Denunciano l’abbattimento di alberi anziché semplice sfalcio. Cresce la tensione sul futuro dell’area.

Una giornata di tensione e blocco si è consumata negli Ex Mercati Generali di via Ostiense, a Roma. I primi mezzi da lavoro destinati al progetto di rinnovamento urbano sono entrati nell’area, ma con essi sono arrivati anche gli attivisti del Comitato per la tutela degli Ex Mercati Generali, determinati a fermare quello che definiscono uno “scempio”. Il Campidoglio, attraverso fonti ufficiali, aveva dichiarato che l’intervento del 15 e 16 gennaio riguardava unicamente lo sfalcio di “vegetazione cresciuta in modo spontaneo, prevalentemente erbacee e infestanti”, oltre alla pulizia di materiali abbandonati. Tuttavia, la versione degli attivisti è diametralmente opposta e ha scatenato un’accesa protesta.

Le ragioni della rivolta e le accuse degli attivisti

Le ragioni della rivolta e le accuse degli attivisti

Le ragioni della rivolta e le accuse degli attivisti al centro della protesta.

 

La narrazione degli attivisti si scontra violentemente con quella ufficiale. “Hanno detto che stavano sfalciando l’erba”, ha raccontato un esponente del comitato a Fanpage.it, “Ma in realtà stiamo parlando proprio di un cingolato con braccio meccanico che stava demolendo gli alberi. Hanno iniziato lo scempio di quell’area naturalistica che si è andata creando in questi 20 anni”. L’immagine descritta è quella di una distruzione metodica di un ecosistema spontaneo, non di una semplice operazione di pulizia. La protesta si inserisce in un contesto di preoccupazioni più ampie che animano i quartieri di Ostiense e Garbatella.

Oltre alla difesa della flora, l’opposizione al progetto del fondo immobiliare Hines e di Roma Capitale solleva questioni sulla convenzione sessantennale, considerata da alcuni, come l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, poco trasparente. Vi è anche forte critica verso l’idea di costruire uno studentato privato da duemila posti letto con canoni di affitto superiori ai mille euro, un costo giudicato inaccessibile per la maggior parte degli studenti. A ciò si aggiunge il controverso tema dei presunti legami del fondo immobiliare Hines con società israeliane, accusate di coinvolgimento in azioni a Gaza e nella costruzione di colonie in Cisgiordania, una questione che aggiunge ulteriore complessità politica e morale alla vicenda.

L’azione diretta degli attivisti ha avuto un risultato immediato: i lavori della ruspa sono stati fermati. Nonostante l’arrivo di rappresentanti del Comune e tecnici di Hines, il confronto è stato negato. “Si sono rifiutati di parlare con noi se non quattro battute. Ci hanno voluto liquidare senza alcun tipo di confronto”, ha aggiunto l’attivista. Il presidio è stato sciolto, ma il comitato ha già indetto una nuova mobilitazione per sabato 17 gennaio.

Quale futuro per l’area e i tavoli di confronto

Quale futuro per l'area e i tavoli di confronto

Tavoli di confronto decisivi per il futuro dell’area e il suo sviluppo.

 

Le prossime settimane si preannunciano decisive per il futuro degli Ex Mercati Generali. Sono attesi i tavoli tecnici di confronto con la cittadinanza, annunciati in un’assemblea pubblica lo scorso novembre. Sebbene non ci sia ancora una data ufficiale, un primo incontro sul tavolo tematico del verde pubblico potrebbe tenersi il 26 gennaio, secondo quanto riferito dagli attivisti dopo colloqui con la Digos. Tuttavia, il comitato esprime forte scetticismo sull’efficacia di tali confronti, specialmente dopo quanto accaduto.

“Viene da domandarsi quale area verde rimarrà se si mettono a buttare giù gli alberi”, riflette l’attivista. “Se il confronto deve essere quali alberi piantare sul parcheggio interrato che verrà costruito è ridicolo”. La posizione degli attivisti è chiara: sono aperti al dialogo con l’amministrazione, ma pongono una condizione non negoziabile. Il vero confronto, che possa portare a un risultato significativo, può avvenire “solamente a seguito del blocco della concessione e della revoca della convenzione” che lega il Campidoglio al fondo Hines. La battaglia per la salvaguardia degli Ex Mercati Generali e per la trasparenza del progetto è, quindi, tutt’altro che conclusa, promettendo ulteriori sviluppi e mobilitazioni da parte della cittadinanza romana. La vicenda si configura come un test cruciale per la partecipazione civica e la tutela del patrimonio ambientale urbano.