Femminicidio Torzullo | Ex marito: Testimonianze manipolate?
L’ex marito di Federica Torzullo, Claudio Carlomagno, è accusato di femminicidio. Gli inquirenti temono abbia influenzato le testimonianze, inquinando le prove del caso. Un mistero che si infittisce.
Questa dichiarazione giunge all’indomani del ritrovamento del corpo di Federica Torzullo, avvenuto in uno dei terreni di Anguillara riconducibili all’azienda di Carlomagno, dopo quasi una settimana di ricerche estenuanti. L’uomo è attualmente indagato con l’accusa di omicidio volontario aggravato, un reato di gravità inaudita che getta un’ombra sinistra sulla sua figura. Le preoccupazioni degli inquirenti, dunque, non si limitano all’accertamento della dinamica del delitto, ma si estendono alla salvaguardia dell’integrità del processo investigativo, suggerendo un quadro di possibile manipolazione.
Le indagini proseguono: l’arma del delitto e il coinvolgimento di terzi
Le indagini si concentrano sull’arma del delitto e su possibili terzi coinvolti.
Mentre Claudio Carlomagno affrontava la sua prima notte in carcere, sorvegliato a vista, le indagini proseguivano incessantemente, concentrandosi sulla ricerca dell’arma del delitto e del cellulare di Federica, entrambi misteriosamente scomparsi. Nonostante l’abitazione, le auto e l’azienda dell’uomo siano state poste sotto sequestro giorni fa, nessun elemento cruciale è ancora emerso a tal riguardo. È significativo che nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, presunta data dell’omicidio, i telefoni di Federica e Carlomagno siano stati localizzati nella stessa area dove poi è stato rinvenuto il corpo.
Secondo quanto riportato da fonti penitenziarie all’agenzia LaPresse, Carlomagno “non sembra aver compreso la gravità del gesto commesso”, un dettaglio che aggiunge un ulteriore velo di inquietudine al profilo dell’accusato. Nel frattempo, la Procura di Civitavecchia ha aperto uno scenario ancora più complesso, ipotizzando il coinvolgimento di almeno un’altra persona. Gli inquirenti, operando nel massimo riserbo, non escludono che Carlomagno possa aver esercitato la sua influenza sui familiari della vittima o su altri conoscenti, portandoli a fornire testimonianze parzialmente distorte o inesatte. Questa ipotesi, se confermata, delineerebbe un tentativo deliberato di depistaggio e renderebbe l’intera vicenda ancora più intricata.
Dalla denuncia alla tragica scoperta: la cronologia del caso
La cronologia del caso: dalla denuncia alla tragica scoperta.
La dolorosa cronologia del femminicidio di Federica Torzullo inizia con una denuncia di scomparsa, presentata proprio dall’ex marito Claudio Carlomagno il 9 gennaio 2026. L’uomo aveva dichiarato alle forze dell’ordine che Federica, dalla quale si stava separando, si era allontanata la sera precedente, intorno alle 23, senza fare più ritorno a casa. Le ricerche, inizialmente focalizzate sulla scomparsa, hanno progressivamente aumentato d’intensità e di attenzione, fino a che, il 12 gennaio, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio, con il marito come unico indagato, iniziando contestualmente accertamenti anche nel lago di Bracciano.
Le indagini si sono concentrate in ogni luogo potenzialmente collegato a Carlomagno. Sono state effettuate meticolose perquisizioni nella villetta dove la coppia aveva vissuto, dove sono state riscontrate numerose tracce di sangue ripulite, nell’automobile dell’uomo, immediatamente posta sotto sequestro, e nei terreni dell’azienda di famiglia. Il tragico epilogo è giunto proprio in uno di questi terreni, quando, dopo quasi una settimana di incessanti ricerche, è stato rinvenuto un corpo. Le verifiche successive hanno purtroppo confermato che si trattava di Federica Torzullo, riconosciuta grazie ai braccialetti che portava al polso, ponendo fine a ogni speranza e trasformando la scomparsa in un atroce caso di femminicidio.
