Gratta e Vinci, arriva la batosta su tutti i giocatori: ecco quanto ti trattiene lo Stato | Una rovina
Scopri la verità sulle vincite al Gratta e Vinci: sopra i 500 euro, lo Stato trattiene il 20%. Non tutto ciò che vinci finisce in tasca! Leggi prima di giocare.
Nel 2026, l’emozione di vincere al Gratta e Vinci può trasformarsi in un rapido confronto con la realtà fiscale italiana. Sebbene la fortuna possa sembrare bussare alla porta, lo Stato italiano ha già previsto una fetta della vincita, prima ancora che il fortunato possa davvero festeggiare. Questa normativa stabilisce che le vincite non sono del tutto esenti da imposte: esiste una precisa soglia di esenzione, superata la quale scatta una ritenuta fiscale diretta.
La regola base è semplice e chiara: se l’importo vinto non supera i 500 euro, la vincita è interamente esentasse e il giocatore riscuote la somma per intero. Tuttavia, nel momento in cui la vincita eccede questa soglia, la parte che supera i 500 euro viene soggetta a un’aliquota del 20%. Questa tassazione si applica indistintamente a tutte le vincite dei Gratta e Vinci, sia che il tagliando sia stato acquistato fisicamente in tabaccheria o giocato online. È fondamentale sapere che tale ritenuta scatta automaticamente al momento della riscossione, senza che il vincitore debba intraprendere alcuna azione specifica. L’operatore stesso agisce come sostituto d’imposta, trattenendo la quota dovuta al fisco prima di corrispondere l’importo netto al vincitore.
L’esempio pratico: quanto si perde su una vincita importante
Per comprendere meglio l’impatto di questa normativa, consideriamo un esempio concreto che chiarisce il meccanismo di tassazione. Immaginiamo che un giocatore sia baciato dalla fortuna e riesca a vincere l’importante somma di 10.000 euro con un Gratta e Vinci. In questo scenario, i primi 500 euro della vincita rientrano nella franchigia di esenzione e rimangono completamente a disposizione del giocatore, senza alcuna deduzione fiscale.
La parte della vincita che supera la soglia dei 500 euro è quella che viene tassata. In questo caso specifico, l’ammontare soggetto a ritenuta è di 9.500 euro (10.000 euro – 500 euro). Su questa cifra, viene applicata l’aliquota del 20% prevista dalla legge. Facendo il calcolo, il 20% di 9.500 euro corrisponde a 1.900 euro. Questa somma viene trattenuta direttamente dal fisco, prima che il denaro arrivi nelle mani del vincitore.
Di conseguenza, al fortunato vincitore non verranno consegnati tutti i 10.000 euro, ma un importo netto già depurato dalle tasse. Dopo la ritenuta di 1.900 euro, la somma effettivamente incassata sarà di 8.100 euro. Questo esempio evidenzia come una parte significativa delle vincite più consistenti venga automaticamente destinata alle casse dello Stato, riducendo l’importo finale percepito dal giocatore.
Non solo Gratta e Vinci: le differenze e la natura della “tassa sulla fortuna”

Tassa sulla fortuna: differenze e natura oltre i Gratta e Vinci.
Questo sistema di tassazione è stato concepito dallo Stato italiano come una vera e propria “tassa sulla fortuna”. Per i vincitori, la buona notizia è che non devono preoccuparsi di compilare alcuna dichiarazione dei redditi separata per queste specifiche vincite ottenute in Italia. La ritenuta viene, infatti, operata alla fonte, il che significa che la somma ricevuta è già da considerarsi netta di imposte, semplificando notevolmente gli adempimenti burocratici per il cittadino.
È, tuttavia, importante sottolineare che non tutte le vincite derivanti da giochi o lotterie seguono la medesima regola. Altri giochi molto popolari, come il Lotto o il SuperEnalotto, possono prevedere aliquote diverse o franchigie differenti, presentando un quadro fiscale variegato a seconda della tipologia di gioco. In alcune situazioni, specialmente per vincite conseguite all’estero, potrebbe addirittura sussistere l’obbligo di dichiarare le somme nella propria dichiarazione dei redditi, una differenza sostanziale rispetto ai Gratta e Vinci nazionali.
In sintesi, per i fortunati giocatori italiani del Gratta e Vinci, la certezza è che fino a 500 euro la vincita è totalmente esente. Oltre questa cifra, però, è bene essere consapevoli che lo Stato si riserva il diritto di trattenere il 20% sulla parte eccedente, riducendo l’importo che effettivamente finisce in tasca. Anche quando la sorte sorride con un Gratta e Vinci, il sistema fiscale italiano ricorda che la “tassa sulla fortuna” è una componente integrante del gioco, un aspetto da considerare sempre, specialmente per le vincite più consistenti.
