Scomparsa Federica | Il giallo della colf: Cosa nasconde Claudio?
Il caso Federica si infittisce ad Anguillara. Claudio Carlomagno, marito della donna scomparsa, è indagato. Una chiamata alla colf alimenta nuovi sospetti.
La sparizione di Federica ad Anguillara si tinge di giallo con il passare dei giorni, e i riflettori si concentrano sempre più sulla figura di Claudio Carlomagno, il marito della donna. Quella che inizialmente poteva apparire come una scomparsa volontaria ha assunto contorni ben più inquietanti, portando all’iscrizione di Carlomagno nel registro degli indagati per omicidio. Il drammatico sviluppo è stato annunciato dal procuratore capo Alberto Liguori, che ha delineato un quadro indiziario sempre più grave a carico del coniuge.
Un elemento in particolare sta catalizzando l’attenzione degli investigatori e dell’opinione pubblica: una telefonata effettuata alla colf proprio l’8 gennaio, il giorno prima della data presunta della scomparsa. Carlomagno avrebbe comunicato alla collaboratrice domestica di non presentarsi nella villetta di via Costantino il giorno successivo, affermando che non ce n’era bisogno. Una richiesta apparentemente innocua, ma che in retrospettiva assume un peso considerevole, alimentando il sospetto di una possibile premeditazione o di un tentativo di occultamento. Questo dettaglio, unito alla crescente discordanza nelle dichiarazioni del marito, ha spinto gli inquirenti a un approfondimento radicale delle indagini, cercando di sciogliere i nodi di una vicenda che tiene col fiato sospeso l’intera comunità di Anguillara.
Gli elementi chiave dell’indagine

Gli elementi chiave che definiscono e guidano ogni indagine.
Le indagini condotte dai Carabinieri di Anguillara Sabazia e Ostia hanno portato alla luce una serie di elementi che rafforzano il quadro accusatorio nei confronti di Claudio Carlomagno. Tra i più significativi, il ritrovamento di tracce di sangue. Queste tracce sono state rinvenute non solo all’interno della villetta di famiglia, ma anche sugli abiti da lavoro di Carlomagno. Attualmente, le analisi scientifiche sono in corso per determinarne l’appartenenza, ma la loro presenza è un fattore cruciale che alimenta i sospetti sulla dinamica dei fatti.
Un’altra grave incongruenza riguarda i movimenti di Carlomagno e le sue dichiarazioni. La sera della scomparsa, Federica avrebbe cenato con il marito e il loro bambino nella villetta, prima che il piccolo fosse accompagnato dai nonni. Carlomagno è l’unico a lasciare la casa la mattina di venerdì 9 gennaio per recarsi al lavoro, fornendo una versione dei suoi spostamenti e dei rapporti con la moglie Federica che è stata definita “contraddittoria e illogica”. Questa mancanza di coerenza ha rappresentato un punto di svolta per l’iscrizione nel registro degli indagati, indicando “divergenze allo stato insanabili”.
Il procuratore Liguori ha sottolineato che “i primi elementi raccolti, per gravità, precisione e concordanza, hanno varcato la soglia della gravità indiziaria nei confronti del coniuge di Federica”. Ha inoltre lanciato un appello per “sensibilizzare chiunque abbia notizie utili” e per invitare il responsabile del “grave fatto” a collaborare. L’obiettivo è duplice: porre fine allo strazio dei familiari e permettere all’eventuale responsabile di fruire di trattamenti sanzionatori più miti. Le indagini proseguono per ricostruire la vicenda, individuando movente e altre responsabilità.
Il contesto e le implicazioni future
Il contesto attuale e le sue implicazioni: uno sguardo al domani.
Mentre la comunità di Anguillara è scossa, Claudio Carlomagno e i suoi genitori si trovano attualmente in un luogo protetto, non più nell’abitazione di famiglia. Questa misura di sicurezza sottolinea la delicatezza della situazione e la pressione mediatica e investigativa che circonda il caso. La protezione potrebbe essere stata decisa per garantire la loro incolumità o per evitare interferenze con le indagini in corso.
Al momento, a Carlomagno non viene contestata l’accusa di premeditazione per l’omicidio di Federica. Tuttavia, questo aspetto potrebbe diventare uno dei temi centrali affrontati nei prossimi giorni dalle autorità. La chiamata alla colf l’8 gennaio potrebbe, infatti, essere interpretata come un elemento a favore di una pianificazione, modificando significativamente il quadro legale e le possibili pene. Gli investigatori stanno esaminando ogni dettaglio per comprendere se l’azione sia stata impulsiva o preordinata, un fattore che inciderà sul futuro processo.
Un’ulteriore area di interesse per le indagini è la discarica della Eco.Sam, controllata dai carabinieri ad Anguillara. I mezzi meccanici della discarica sono stati oggetto di verifiche approfondite, suggerendo che le autorità potrebbero cercare elementi o tracce legate alla scomparsa di Federica anche in quel luogo. Questa ricerca estensiva indica la determinazione degli inquirenti a non lasciare nulla di intentato per arrivare alla verità. Il caso di Federica resta aperto, con molti interrogativi ancora senza risposta, e la speranza dei familiari di ritrovarla viva si affievolisce di fronte all’avanzare delle indagini che puntano in una direzione sempre più cupa.
