Shock ad Anguillara | Secondo femminicidio in 14 anni: La città è attonita
Anguillara Sabazia sconvolta dal secondo femminicidio in 14 anni. Federica Torzullo trovata morta, riapre la ferita di Federica Mangiapelo. Un dramma che scuote la comunità.
Roma, 20 Gennaio 2026 – La comunità di Anguillara Sabazia si trova nuovamente immersa in un clima di incredulità e profondo dolore. Il ritrovamento del corpo di Federica Torzullo, la quarantunenne scomparsa lo scorso 8 gennaio, ha gettato un’ombra cupa sulla città. “Ad Anguillara in questi giorni c’è un clima surreale. Quello di Federica Torzullo è il secondo femminicidio in quattordici anni. Prima di lei ad essere uccisa per mano di un uomo è stata Federica Mangiapelo“, ha dichiarato a Fanpage.it il consigliere di minoranza del Comune, Isaia Sergio Manciuria.
La tragica notizia è giunta dopo dieci giorni di angosciosa attesa. Federica Torzullo, vista per l’ultima volta la sera di venerdì 8 gennaio, è stata ritrovata senza vita in un terreno adiacente al deposito della ditta del marito, Claudio Carlomagno. Quest’ultimo, ora indagato per omicidio aggravato e detenuto nel carcere di Civitavecchia, è al centro delle indagini. La madre di Federica, Maria Messenio, assessora alla Sicurezza del Comune di Anguillara, ha rassegnato le proprie dimissioni a seguito dell’accaduto, un gesto che sottolinea il peso emotivo e istituzionale di questa nuova tragedia.
L’ombra del passato: Due tragedie in quattordici anni

L’ombra del passato lega due tragedie avvenute in quattordici anni.
La storia di Federica Torzullo riapre una ferita mai del tutto rimarginata per Anguillara Sabazia. Il parallelo con il caso di Federica Mangiapelo è inevitabile e doloroso. La sedicenne Mangiapelo fu brutalmente assassinata dal fidanzato la notte di Halloween del 2012, e il suo corpo fu rinvenuto sulle rive del Lago di Bracciano. Un evento che ha segnato profondamente la comunità e che, a distanza di quattordici anni, si ripropone con una violenza inaudita.
Il consigliere Manciuria ha enfatizzato la forza di questo ricordo: “Nell’arco di quattordici anni ci sono stati due femminicidi. Prima di Torzullo, Federica Mangiapelo“. La memoria di Federica Mangiapelo è tutt’altro che sbiadita. Solo pochi giorni fa, lo scorso 6 gennaio, la panchina rossa a lei dedicata, all’interno del Giardino con vista lago intitolato alla sua memoria, era stata vandalizzata. Un atto che aveva già turbato la comunità, ma che ora assume un significato ancora più drammatico alla luce del nuovo femminicidio.
Le parole di Luigi Mangiapelo, padre di Federica, rilasciate a Fanpage.it quando ancora si cercava Federica Torzullo, esprimono un dolore che si rinnova: “Si riaprono in me ferite profonde“. Un’affermazione che descrive perfettamente il senso di smarrimento e l’angoscia che pervade le famiglie e l’intera cittadinanza, nuovamente colpita da una violenza che spezza vite innocenti e lascia un’eredità di interrogativi e tristezza.
La comunità cerca risposte in un silenzio assordante
La comunità cerca risposte, avvolta da un silenzio assordante.
Il dramma di Federica Torzullo e l’eco del passato con Federica Mangiapelo hanno lasciato Anguillara Sabazia in un profondo stato di riflessione e sgomento. “La comunità non si capacita di quanto accaduto“, ha dichiarato Manciuria, descrivendo una collettività che cerca di comprendere le dinamiche di un evento così devastante. “Anguillara ha subito una flessione emotiva” e la ricerca di risposte diventa una priorità emotiva per i cittadini, che cercano un senso in questa nuova tragedia.
Mentre le indagini proseguono per fare piena luce sul femminicidio di Federica Torzullo, emergono ulteriori dettagli. Il consigliere Manciuria ha parlato anche della posizione del marito, Claudio Carlomagno: “Conosco la famiglia Carlomagno, il padre è stato con me nel consiglio di amministrazione quando ero presidente del Consorzio Colle Biadaro, è una brava persona. La Procura parla di un tentativo da parte di Carlomagno di condizionare le persone informate dei fatti“. Questo elemento aggiunge ulteriore complessità alla vicenda, mentre la comunità si stringe attorno ai familiari.
In questo contesto di dolore, l’importanza di un sostegno concreto alle famiglie colpite e di una riflessione più ampia sulla prevenzione della violenza di genere è più che mai evidente. “Non ci siano parole per lenire il dolore di questa tragedia immensa“, ha concluso Manciuria, catturando l’essenza di un’angoscia collettiva. Anguillara si interroga, sperando che non ci siano altre “prime volte” o “seconde volte” in un futuro prossimo, e che il ricordo di queste donne possa portare a un cambiamento duraturo nella cultura del rispetto e della sicurezza.
