Bonus Stufe 2026 | Ecco chi ne ha diritto: Risparmio garantito
Scopri i bonus stufa a pellet 2026: chi può richiederli, come funzionano l’Ecobonus, Bonus Ristrutturazione e Conto Termico, e quanto puoi risparmiare sul riscaldamento.
È fondamentale sapere che gli attuali bonus dedicati all’acquisto e all’installazione delle stufe a pellet hanno una scadenza fissata al 31 dicembre 2026. Questo significa che c’è una finestra temporale ben definita per approfittare di queste agevolazioni. Le detrazioni, che possono arrivare a coprire percentuali importanti della spesa totale, rappresentano un incentivo significativo per chiunque stia valutando di sostituire il vecchio sistema di riscaldamento o di installare una nuova stufa a pellet. Il freddo intenso, già arrivato in diverse regioni italiane, rende ancora più urgente considerare queste soluzioni, non solo per il comfort abitativo ma anche per l’impatto sul bilancio familiare.
Le principali agevolazioni per le stufe a pellet
Le agevolazioni e i bonus disponibili per l’acquisto di stufe a pellet.
Come anticipato, non esiste un bonus unico e specifico per le stufe a pellet, ma è possibile usufruire di diverse agevolazioni fiscali già in vigore che coprono l’acquisto e l’installazione di questi impianti. Le tre opzioni principali sono l’Ecobonus ordinario, il Bonus Ristrutturazione e l’Incentivo Conto Termico 2.0 (gestito dal GSE). Ciascuno di questi meccanismi presenta requisiti e percentuali di detrazione differenti, ma tutti mirano a incentivare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili o meno inquinanti per il riscaldamento domestico.
L’Ecobonus ordinario consente una detrazione del 65% per interventi di riqualificazione energetica. Per le stufe a pellet, questa agevolazione è applicabile se l’acquisto rientra in un intervento più ampio di sostituzione di impianti di riscaldamento esistenti con sistemi più efficienti, come appunto una stufa a pellet di ultima generazione che rispetti specifici requisiti di rendimento e emissioni. È fondamentale che l’intervento porti a un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio.
Il Bonus Ristrutturazione, invece, offre una detrazione del 50% sulle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, o ristrutturazione edilizia. L’installazione di una stufa a pellet rientra in questa categoria se viene considerata parte di un più ampio intervento di ristrutturazione dell’immobile o come opera finalizzata al risparmio energetico, anche senza l’obbligo di migliorare l’efficienza complessiva dell’edificio come richiesto dall’Ecobonus. Questa è spesso l’opzione più semplice per chi installa una stufa senza altri interventi complessi.
Infine, l’Incentivo Conto Termico 2.0, gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), non è una detrazione fiscale ma un vero e proprio incentivo diretto erogato in denaro. È destinato a chi sostituisce impianti di riscaldamento non più performanti con nuovi impianti a energia rinnovabile, tra cui le stufe e caldaie a biomassa ad alta efficienza. Questo incentivo premia l’installazione di prodotti che garantiscono un significativo risparmio energetico e una riduzione delle emissioni, offrendo un contributo economico per l’investimento sostenuto.
Come richiedere le agevolazioni e i potenziali risparmi
Richiedere agevolazioni e risparmiare: la guida chiara e veloce.
Per accedere ai bonus per l’acquisto e l’installazione delle stufe a pellet, è essenziale seguire le procedure corrette per ciascuna agevolazione. Per l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazione, le spese devono essere documentate e la detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo. È necessario effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante, indicando la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. Inoltre, per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus), è obbligatoria la trasmissione dei dati all’ENEA attraverso il loro portale dedicato, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Per quanto riguarda l’Incentivo Conto Termico 2.0, la procedura è differente: la richiesta va presentata al GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Questa agevolazione prevede un contributo diretto che può coprire fino al 65% della spesa ammissibile, erogato in un’unica rata (per importi fino a 5.000 euro) o in più rate annuali (per importi superiori). Il risparmio effettivo varia significativamente in base al costo della stufa e dell’installazione, ma con queste agevolazioni è possibile ridurre l’investimento iniziale fino al 65%, rendendo l’acquisto molto più vantaggioso.
Considerando un costo medio per una stufa a pellet di qualità che varia tra i 1.500 e i 4.000 euro, a cui si aggiungono le spese di installazione, il risparmio potenziale può raggiungere cifre considerevoli. Ad esempio, su una spesa totale di 3.000 euro, una detrazione del 50% significa recuperare 1.500 euro, mentre con il 65% si recupererebbero 1.950 euro. È sempre consigliabile consultare un tecnico abilitato o un commercialista per verificare la conformità dell’intervento e scegliere il bonus più adatto alla propria situazione, massimizzando così il risparmio. Non perdere l’occasione di approfittare di questi incentivi prima della loro scadenza.
