Il nuovo assegno ASU | 707€ mensili dal 2026 direttamente dall’inps: Ecco a chi spetta l’aumento
L’INPS ha aggiornato l’assegno per attività socialmente utili (ASU) a 707,19 euro mensili dal 2026. Una nuova circolare svela i dettagli. Scopri chi ne ha diritto e come funziona il pagamento.
È fondamentale comprendere la natura di questo importo: si tratta di una cifra fissa, stabilita a livello nazionale, che non subisce decurtazioni automatiche nel tempo. Tuttavia, la sua erogazione è strettamente collegata alla effettiva prestazione dell’attività. A differenza di altre indennità, l’assegno ASU richiede una corrispondenza diretta tra l’importo ricevuto e le ore o i giorni di presenza documentati. Ciò implica che ogni interruzione o mancato svolgimento delle attività secondo il progetto approvato può comportare sospensioni o riduzioni dell’erogazione.
Il sistema di finanziamento di questa misura poggia su solide basi: il Fondo sociale occupazione e formazione. Questa riserva nazionale è specificamente dedicata al supporto delle politiche attive del lavoro e degli ammortizzatori sociali in deroga, garantendo la continuità e la stabilità del programma ASU. L’INPS, in qualità di ente erogatore, gestisce i flussi di pagamento basandosi sulle rendicontazioni dettagliate fornite dagli enti utilizzatori, assicurando trasparenza e controllo nell’intero processo.
I requisiti per accedere all’assegno ASU

Tutti i requisiti per accedere all’assegno ASU.
L’assegno per attività socialmente utili è una misura di sostegno economico mirata a categorie specifiche di lavoratori, con l’obiettivo di favorire il loro reinserimento o mantenimento nel mondo del lavoro attraverso lo svolgimento di compiti di pubblica utilità. La normativa di riferimento che ha istituito sia l’assegno ASU sia il quadro generale dei lavori socialmente utili è il Decreto Legislativo n. 468 del 1° dicembre 1997. Questo decreto ha rappresentato un passo cruciale nella creazione di uno strumento di politica attiva del lavoro, rivolto principalmente a individui che si trovano in situazioni di disoccupazione prolungata o che provengono da settori in crisi.
Nello specifico, l’assegno è destinato a persone che sono state riconosciute idonee a partecipare a progetti di attività socialmente utili, generalmente promossi da enti pubblici o organizzazioni senza scopo di lucro. Tali progetti sono concepiti per impiegare i beneficiari in compiti che apportano un valore alla collettività, come la manutenzione del verde pubblico, attività culturali o di assistenza. È essenziale che i lavoratori rientrino nelle categorie definite dalla legge, che spesso includono ex dipendenti di aziende in ristrutturazione, disoccupati di lungo corso o lavoratori in mobilità, per i quali le attività socialmente utili rappresentano un’opportunità di mantenere un legame con il mercato del lavoro e ricevere un supporto economico.
La partecipazione a questi programmi non è automatica, ma richiede una procedura di riconoscimento e l’inserimento in specifici elenchi. Gli enti utilizzatori, in collaborazione con i centri per l’impiego, individuano i soggetti idonei e propongono i progetti, che devono poi essere approvati dagli organi competenti. Questo processo garantisce che le risorse siano allocate a chi ne ha effettivamente bisogno e che le attività svolte siano conformi agli obiettivi di utilità sociale previsti dalla normativa vigente.
Modalità di erogazione e gestione dell’assegno
Le modalità di erogazione e gestione dell’assegno.
La gestione dell’assegno per attività socialmente utili è un processo ben definito che coinvolge l’INPS e gli enti utilizzatori delle prestazioni. Il pagamento dell’importo mensile, ora aggiornato a 707,19 euro, viene erogato direttamente dall’INPS. Questo avviene sulla base di una meticolosa rendicontazione fornita dagli enti presso cui i beneficiari svolgono le attività. Tali rendicontazioni includono dettagli precisi sulle ore o i giorni di presenza effettivi, garantendo che l’erogazione sia proporzionale al lavoro svolto.
La natura dell’assegno ASU, strettamente legata alla prestazione effettiva, implica conseguenze dirette in caso di interruzione o mancato svolgimento delle attività. Se un beneficiario non rispetta le modalità previste dal progetto o interrompe la partecipazione, l’erogazione dell’assegno può subire sospensioni o decurtazioni. Questa clausola sottolinea l’importanza della partecipazione attiva e continuativa, elementi chiave per il mantenimento del diritto al sostegno economico. La trasparenza e la corretta documentazione delle presenze sono quindi cruciali sia per i beneficiari che per gli enti.
Il sistema di monitoraggio e pagamento è progettato per assicurare l’efficienza e la correttezza nell’impiego delle risorse del Fondo sociale occupazione e formazione. Questo fondo, essenziale per il sostegno delle politiche attive del lavoro, garantisce che l’assegno ASU continui a rappresentare uno strumento efficace per il mantenimento di un reddito e per la promozione dell’impiego in settori di utilità pubblica. L’aggiornamento dell’importo per il 2026 riflette un impegno costante verso il supporto di queste categorie di lavoratori, contribuendo al benessere sociale e alla coesione della comunità.
