Tivoli: genitori boicottano la mensa contro il caro tariffe
Sul piede di guerra contro il caro mensa, i genitori delle scuole di Tivoli non hanno digerito ne gli aumenti ne le nuove modalità di pagamento ed hanno iniziato a boicottare il servizio. I bambini, armati di panino, stanno pranzando davanti la scuola di Tivoli 1, il Gesù e poi alcune mamme e papà hanno […]
Sul piede di guerra contro il caro mensa, i genitori delle scuole di Tivoli non hanno digerito ne gli aumenti ne le nuove modalità di pagamento ed hanno iniziato a boicottare il servizio.
I bambini, armati di panino, stanno pranzando davanti la scuola di Tivoli 1, il Gesù e poi alcune mamme e papà hanno fatto scrivere al Commissario da un avvocato.
La protesta delle famiglie è, oltre che per le tariffe più care, anche perché non si pagherà più a pasto consumato ma con un forfettario mensile. Lo sconto del 25 % in caso di 15 giorni di assenza del figlio non soddisfa: “I bambini spesso stanno male, ma non è detto che si arrivi a tutte queste assenze. In questo caso pagheremmo per pasti non consumati”.
“I genitori – si legge nella missiva – esprimono il proprio assoluto dissenso circa l’aumento della retta, ammontante a 15 euro mensili. Risulta, inoltre, incongruo l’obbligo di pagare anche nel caso di assenza degli alunni dalla scuola, tranne che nel caso di un periodo di 15 giorni. Chiedono di riconsiderare tanto l’aumento quanto le condizioni previste per l’utilizzo del servizio ritenendo più equo il pagamento in base alle presenze effettive degli alunni”.
I genitori hanno anche richiesto un incontro al commissario Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi ma, fino ad oggi, non hanno avuto risposta.
L’AUMENTO
L’aumento delle tariffe, stando alla delibera del Municipio, è dovuto alla copertura dei costi per il “miglioramento della qualità offerta, sia in termini di alimenti somministrati, con particolare riguardo alla introduzione di prodotti biologici, sia in termini di organizzazione” e perché le vecchie tariffe “fissate anni orsono risultano inferiori a quelli effettivamente sostenuti per l’erogazione del servizio”.

