Aggressione a Cicalone | Dopo due settimane gli aggressori ancora irreperibili: L’ipotesi della fuga all’estero
Simone Cicalone (Instagram Stories) - Notizialocale.it
La vicenda dell’aggressione a Simone Ruzzi, noto sul web come “Cicalone”, continua a far discutere. Lo youtuber, conosciuto per le sue ronde alla ricerca di borseggiatori sui mezzi pubblici della Capitale, è stato picchiato alla fermata Ottaviano della metro A di Roma da quella che viene descritta come una presunta banda dedita ai furti. A oltre due settimane dal pestaggio, però, i responsabili non sono stati ancora fermati e il caso si arricchisce di interrogativi, mentre lo stesso Ruzzi ipotizza una possibile fuga all’estero dei suoi aggressori.
L’episodio risale al 12 novembre, quando, durante una delle consuete attività di monitoraggio sui mezzi, Cicalone è stato accerchiato e colpito ripetutamente. Il video dell’aggressione, ripreso da una videomaker che collabora con lui, ha mostrato in modo nitido il volto di almeno due componenti del gruppo. Secondo quanto emerso, i presunti responsabili sarebbero in totale cinque, ma solo due di loro – entrambi cittadini rumeni di 32 anni – sono stati identificati con precisione, pur restando al momento irreperibili. Nel frattempo lo youtuber è tornato proprio nella stazione di Ottaviano, luogo del pestaggio, per testimoniare pubblicamente quanto accaduto.
Indagini in corso, identikit degli aggressori e le parole di Cicalone
Ospite del programma televisivo “Quarta Repubblica”, Ruzzi ha raccontato i dettagli dell’aggressione e dello stato delle indagini, sottolineando le difficoltà incontrate da chi sta cercando di rintracciare i responsabili. «Spero che venga emessa una cattura internazionale perché probabilmente non sono più in Italia, sono andati via», ha dichiarato, ipotizzando che almeno una parte del gruppo possa aver già lasciato il Paese. Si tratta al momento di una valutazione personale, ma che si inserisce in un quadro investigativo complicato.
La polizia di Stato sta setacciando i luoghi abitualmente frequentati dai due trentaduenni, incrociando informazioni su contatti, possibili appoggi e reti di conoscenze. Le ricerche, avviate subito dopo la denuncia, proseguono da giorni senza sosta, ma finora senza esito. L’ipotesi che i due possano aver superato i confini nazionali, forse subito dopo l’episodio o non appena resisi conto della risonanza mediatica del caso, è tra le possibilità che gli inquirenti non escludono, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali.
Nel frattempo emergono nuovi particolari sullo stato di salute di Cicalone. Lo youtuber ha spiegato di essersi sottoposto a una visita specialistica all’occhio, al termine della quale gli sono stati riconosciuti ulteriori 30 giorni di prognosi a causa di una lesione che potrebbe essere permanente, anche se al momento non è stata definita in modo definitivo. Il superamento dei 40 giorni di prognosi complessivi ha portato la denuncia a essere inquadrata nel reato di lesioni gravi, un salto di livello che incide anche sul piano penale e sulle possibili contestazioni a carico degli aggressori.
Descrivendo i momenti dell’attacco, Ruzzi ha sottolineato più volte la violenza dei colpi ricevuti: secondo la sua ricostruzione, se al suo posto ci fosse stata una persona fisicamente meno preparata, il rischio sarebbe potuto essere ancora più serio. «Se fosse stata una persona comune, che non aveva la possibilità di incassare i colpi in quel modo, veramente si rischiava il coma per un colpo del genere», ha raccontato. In particolare, il terzo colpo, quello che lui stesso definisce il più preoccupante riguardando le immagini, viene letto da Cicalone come un gesto vicino al tentato omicidio, una valutazione che potrà essere oggetto di approfondimento da parte della magistratura.
Sicurezza in metro, tempi della giustizia e scenari futuri del caso
Il caso Cicalone si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione sulla sicurezza nella metropolitana di Roma, soprattutto nelle stazioni centrali maggiormente frequentate da turisti e pendolari. Negli ultimi mesi proprio l’area di Ottaviano, insieme ad altre fermate strategiche, è stata al centro di segnalazioni su furti, scippi e gruppi di borseggiatori in azione. L’attività dello youtuber – che si filma mentre interviene per segnalare sospetti ladri o per documentare episodi di microcriminalità – ha contribuito a rendere più visibile il fenomeno, ma al tempo stesso ha attirato su di lui attenzioni ostili da parte di chi si sente preso di mira.
La difficoltà nel rintracciare i presunti aggressori, nonostante la loro identificazione, alimenta il dibattito sui tempi delle indagini e sulla capacità del sistema di reagire in modo rapido in casi che hanno una forte risonanza pubblica. L’eventuale fuga all’estero dei due trentaduenni, se dovesse essere confermata, aprirebbe la strada a procedure più complesse, con possibili richieste di mandato di cattura internazionale e di cooperazione con altri Paesi.
Per ora, l’unica certezza è che le ricerche proseguono e che la vicenda resta aperta sia sul fronte investigativo che su quello del dibattito pubblico. Cicalone, tornato sul luogo dell’aggressione, ha ribadito la volontà di continuare a denunciare episodi di degrado e insicurezza, mentre la città osserva con attenzione gli sviluppi di un caso che intreccia cronaca, social network e percezione della sicurezza nei mezzi pubblici della Capitale.
