Dove il cielo incontra l’umano: la mostra a Villa d’Este dal 3 dicembre al 5 aprile | Unione tra Tivoli e Pechino
Villa D'Este Tivoli (Wiki) - NotiziaLocale
Dal 3 dicembre 2025 al 5 aprile 2026 Villa d’Este diventa il palcoscenico di un incontro raro tra Oriente e Occidente. La mostra “Dove il cielo incontra l’umano 天人合一. Il Palazzo d’Estate di Pechino a Villa d’Este”, con inaugurazione prevista il 3 dicembre alle ore 11.30, propone un dialogo tra due giardini leggendari: il Palazzo d’Estate di Pechino (Yíheyuan, 颐和园) e la stessa Villa d’Este, gioiello del Rinascimento italiano. Un confronto costruito sulle stesse parole chiave – acqua, pietra, cielo – che qui diventano un linguaggio comune capace di superare confini geografici e culturali.
Il progetto espositivo, curato da Elisabetta Scungio, Davide Bertolini e Sara Tarissi de Jacobis, nasce dall’incontro tra due siti patrimonio mondiale UNESCO. Da un lato il grande giardino imperiale cinese, plasmato nel corso dei secoli come luogo di svago e governo della corte Qing; dall’altro il complesso tiburtino, emblema del giardino rinascimentale europeo e delle sue scenografiche architetture d’acqua. Due contesti lontani, che condividono però un’idea di paesaggio come costruzione culturale: un luogo in cui natura e artificio si fondono per restituire una visione del mondo, della spiritualità e del potere.
Una mostra tra due patrimoni UNESCO: architetture, simboli e filosofia
La mostra si propone di indagare i principi architettonici, simbolici e filosofici che hanno guidato la creazione del Palazzo d’Estate, mettendoli in relazione con le concezioni europee del giardino storico. Nel complesso imperiale cinese, padiglioni, laghi, colline artificiali e percorsi coperti non sono semplici elementi decorativi: danno forma a una precisa idea di armonia tra cielo, terra e presenza umana, secondo la tradizione del pensiero cinese. A Villa d’Este, fontane, terrazze e prospettive scenografiche esprimono invece la visione del potere e della spiritualità tipica del Rinascimento, in cui l’uomo si pone al centro di una natura ordinata e “riscritta”.
Attraverso questo confronto, il visitatore è invitato a leggere i due giardini come “paesaggi mentali”, prima ancora che fisici. Il titolo stesso, “Dove il cielo incontra l’umano”, richiama la nozione cinese di 天人合一 (tiān rén hé yī), l’unità tra cielo e uomo: una chiave che permette di cogliere la dimensione spirituale del giardino del Palazzo d’Estate e, allo stesso tempo, di riscoprire Villa d’Este non solo come luogo di svago, ma come spazio simbolico in cui l’acqua, la luce e la pietra costruiscono narrazioni sul tempo, sul potere e sulla salvezza.
Il percorso espositivo presenta le caratteristiche architettoniche, storiche e artistiche del complesso di Pechino attraverso un ampio apparato di documentazione fotografica e una selezione di opere legate all’epoca della dinastia Qing (1644–1911), l’ultima dinastia imperiale cinese che ha commissionato e modellato il Palazzo d’Estate. Oggetti preziosi, frammenti di paesaggi dipinti, manufatti rituali e oggetti d’uso quotidiano consentono di avvicinarsi allo sguardo della corte imperiale, mostrando come il giardino fosse allo stesso tempo luogo di rappresentanza, meditazione, svago e governo.
L’esposizione è resa possibile grazie alla collaborazione del MUCIV – Museo delle Civiltà, che mette a disposizione una selezione di opere provenienti dalle proprie collezioni cinesi. Il confronto tra questi materiali e le sale affrescate di Villa d’Este crea un gioco di rimandi tra decorazioni, iconografie e sensibilità estetiche: da un lato i paesaggi e le atmosfere orientali, dall’altro le immagini sacre e mitologiche del Rinascimento. Il risultato è uno sguardo incrociato che rinnova la percezione tanto del patrimonio italiano quanto di quello cinese, restituendo a entrambi una dimensione globale.
Percorso espositivo, significati e prospettive future
Inserita in un più ampio percorso di valorizzazione dei rapporti tra Villa d’Este e il Palazzo d’Estate di Pechino, la mostra vuole essere anche un laboratorio di diplomazia culturale. Mettere in dialogo due giardini simbolo, entrambi riconosciuti dall’UNESCO come esempi eminenti di giardino storico e paesaggio culturale, significa aprire uno spazio di confronto sulle diverse modalità con cui le civiltà hanno tradotto l’idea di armonia tra uomo e natura. Per il pubblico è l’occasione di avvicinarsi a un grande complesso imperiale spesso conosciuto solo per immagini, leggendo al contempo Villa d’Este con occhi nuovi.
L’itinerario espositivo invita a riflettere sul modo in cui i giardini storici, in un’epoca segnata da crisi ambientali e cambiamenti climatici, possano tornare a essere luoghi di educazione al paesaggio e di consapevolezza ecologica. Nel dialogo tra acqua e pietra, tra assi prospettici e linee sinuose, tra montagne artificiali e terrazze rinascimentali, emerge una domanda comune: che tipo di relazione vogliamo costruire oggi tra ambiente, memoria e vita quotidiana? In questa prospettiva, la mostra non è solo un viaggio nel passato, ma un invito a ripensare il presente.
“Dove il cielo incontra l’umano” rappresenta così un tassello importante nel percorso di apertura internazionale di Villa d’Este e del territorio tiburtino. Attraverso un racconto che unisce storia dell’arte, filosofia e immaginario collettivo, l’esposizione mostra come visioni diverse del mondo possano incontrarsi in uno stesso orizzonte, quello in cui il cielo e l’umano si cercano, si rispecchiano e si riconoscono. Per chi visiterà la mostra tra dicembre 2025 e aprile 2026, l’esperienza sarà quella di attraversare due giardini lontani nello spazio, ma sorprendentemente vicini nel modo in cui provano a dare forma visibile all’idea di armonia.
