Sinistra divisa a Roma: AVS e SCE corrono separate per il 2027 | La sfida che potrebbe cambiare il Campidoglio
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Roma si avvicina a un appuntamento decisivo: nella primavera del 2027 i cittadini torneranno alle urne per scegliere il nuovo sindaco e rinnovare l’assemblea capitolina. In questo scenario, la sinistra fuori dal Partito Democratico appare più movimentata che mai. Le tensioni esplose negli ultimi anni tra Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Sinistra Civica Ecologista (SCE) hanno portato a una frattura ormai considerata definitiva, con le due formazioni pronte a presentarsi in ordine sparso. Una scelta che incuriosisce gli elettori ma che rischia di dar vita a una competizione diretta nello stesso bacino di consensi.
La situazione è molto diversa da quella del 2021, quando Europa Verde e SCE corsero insieme alle amministrative superando il 3% ed eleggendo tre consiglieri. Allora le spinte unitarie sembravano solide, ma l’ingresso in giunta di Andrea Catarci, poi sostituito da Massimiliano Smeriglio, e una serie di divergenze strategiche hanno lentamente incrinato i rapporti. La candidatura, poi fallita, di Smeriglio alle Europee per AVS ha ulteriormente accelerato la distanza tra gli “smerigliani” e i leader nazionali Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Oggi, a meno di colpi di scena, AVS e SCE si presenteranno separate alla prova del voto.
Due sinistre, stessi obiettivi: contare di più nel dopo-2027
Negli ultimi anni AVS ha consolidato la propria presenza nazionale, rafforzando anche il radicamento romano. La crescita dell’alleanza SI-Verdi è stata evidente, soprattutto dopo risultati di rilievo alle Europee del 2024, che hanno portato all’elezione di figure come Ilaria Salis e Ignazio Marino. A Roma, il lavoro sui territori e un maggiore protagonismo in Campidoglio hanno alimentato un clima di ottimismo interno. Non sorprende quindi che, secondo un sondaggio interno al Pd circolato nelle scorse settimane, il potenziale di AVS nella Capitale venga stimato intorno al 10%, percentuale che renderebbe l’alleanza un attore centrale del campo progressista.
In quest’ottica, l’obiettivo minimo dichiarato da AVS è eleggere almeno quattro o cinque consiglieri, replicando il successo della civica del sindaco nel 2021, e ottenere due assessorati in una eventuale giunta Gualtieri-bis. Tuttavia, Europa Verde sta mostrando qualche irrequietezza. Il partito chiede garanzie immediate su posizionamenti e ruoli, soprattutto nei Municipi. Alcune tensioni sono già esplose nel XIII, dove l’alleanza consolidata con il progetto civico Aurelio in Comune non ha prodotto gli ingressi desiderati in giunta municipale, generando malumori sfociati in critiche sul fronte urbanistico e abitativo.
Dall’altra parte c’è SCE, il fronte “municipalista” legato a Garbatella e alla figura di Amedeo Ciaccheri. Gli smerigliani puntano a difendere le loro roccaforti e a raddoppiare la presenza in assemblea capitolina. I consiglieri uscenti Luparelli e Cicculli saranno ricandidati, mentre nell’orbita del movimento si osservano con attenzione realtà come Spin Time, diventata un punto di riferimento culturale durante il Giubileo. Tra i nomi discussi anche quello di Andrea Alzetta, che però resta incandidabile in virtù della legge Severino.

Una sfida tra liste gemelle: territori, municipi e ruoli in giunta
La partita decisiva si giocherà nei Municipi. L’VIII, la storica base degli smerigliani, sarà uno dei terreni più contesi, soprattutto ora che Ciaccheri non è più ricandidabile. Ma l’attenzione di entrambe le aree si concentra anche sui municipi dove gli attuali presidenti non si ripresenteranno, come il II e il X. In quei territori Pd, AVS, SCE e M5S — anch’esso orientato a “battere cassa” — cercheranno di ottenere spazi e candidature strategiche, aprendo a una negoziazione complessa e potenzialmente conflittuale.
Nel frattempo il destino di altre liste della coalizione progressista resta incerto. Roma Futura, nata nel 2021, potrebbe essere assorbita proprio da AVS, mentre Demos, che ha dato vita a un nuovo progetto civico con Tarquinio, Ciani e l’assessora Funari, sembra più determinata a mantenere autonomia. La rete di rapporti e alleanze si muove, e non mancano episodi sorprendenti, come la difesa serrata del consigliere Bonessio verso l’assessora Funari, nonostante appartengano ad aree tradizionalmente distinte.
Da qui al voto del 2027, ogni mossa sarà decisiva. AVS e SCE puntano entrambe a crescere, ottenere più peso nella coalizione e garantirsi ruoli chiave nel futuro governo della città. Ma per farlo dovranno confrontarsi sugli stessi temi: diseguaglianze, politiche abitative, sostenibilità, periferie. Due liste simili, due elettorati vicini, un solo campo di gioco. E con il Pd a fare da arbitro, la sfida interna alla sinistra romana appare solo all’inizio.
