Il caos Villaggio di Natale di Tivoli tiene ancora banco: l’Assessora Lauri elenca gli atti ma restano diversi nodi irrisolti
Piazza Garibaldi Tivoli (Wiki) - NotiziaLocale
Il caso del Villaggio di Natale continua ad agitare il dibattito politico tiburtino. Durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale, sono state presentate tre interrogazioni urgenti rivolte all’Assessora Clizia Lauri e al Sindaco Marco Innocenzi, con l’obiettivo di chiarire perché la società incaricata allestire la manifestazione abbia prima avviato le operazioni in piazza Garibaldi e poi, all’improvviso, abbia deciso di rinunciare all’incarico. Una domanda che, secondo l’opposizione, rimane ancora senza risposta.
L’Assessora ha illustrato in aula l’intera cronologia degli atti amministrativi, elencando delibere, determine, PEC e autorizzazioni rilasciate nelle ultime settimane. Una ricostruzione puntuale che, tuttavia, non chiarisce il punto centrale: quali siano le ragioni reali che hanno portato l’operatore privato a fare un passo indietro a pochi giorni dall’apertura prevista del Villaggio, fissata per il 28 novembre. La discussione è stata interrotta prima che venisse affrontato il nodo politico e organizzativo, lasciando sospesi interrogativi che alimentano perplessità e malumori.
La cronologia degli atti: una macchina amministrativa in movimento continuo
Lauri ha ricordato che tutto parte dalla Delibera di Giunta n. 251 del 9 ottobre 2025, con cui sono stati fissati gli indirizzi per avviare un’indagine conoscitiva. A seguire, la determina dirigenziale n. 2879 del 13 ottobre ha approvato lo schema di avviso pubblico per raccogliere manifestazioni d’interesse per l’organizzazione di iniziative natalizie in piazza Garibaldi.
Il giorno successivo, con protocollo 80185 del 14 ottobre, è stato pubblicato l’avviso conoscitivo, fissando come scadenza per la presentazione delle domande il 25 ottobre 2025. Il percorso è poi proseguito con la determina dirigenziale n. 3145 del 4 novembre, che ha ufficializzato l’esito della manifestazione d’interesse e l’affidamento del servizio, comunicato via PEC alla ditta selezionata il 6 novembre.
A questo punto, si apre la fase più delicata: il 19 novembre, alle ore 12.18, la società invia una PEC chiedendo una rimodulazione del progetto. Propone cinque casette in legno e un’esposizione incentrata sulla vendita e somministrazione di alimenti e bevande. Solo 24 ore dopo, il 20 novembre alle 16.37, la stessa società comunica invece l’intenzione di installare casette a tema natalizio e chiede l’immediata autorizzazione allo scarico della pista di pattinaggio, da montare in vista dell’apertura del 28 novembre.
Il 21 novembre vengono rilasciati i permessi richiesti, con la concessione n. 359 che autorizza l’operatore allo scarico dei materiali dalle ore 9 del 21 novembre alle ore 4 del 27. Ma lo stesso giorno, alle 14.20, arriva un colpo di scena: una nuova PEC della ditta in cui si comunica l’annullamento delle operazioni di montaggio e la rinuncia definitiva all’incarico. Solo il 24 novembre, con protocollo 91819, gli uffici acquisiscono la formalizzazione completa dell’affidamento, mentre alle 11.11 del 25 novembre la società ribadisce l’impossibilità sopravvenuta a proseguire per “inadeguatezza del termine residuo” per l’esecuzione delle opere.
A chiudere questa fase complessa interviene la determina dirigenziale n. 3385 del 24 novembre, con cui l’amministrazione affida la realizzazione della manifestazione all’associazione Piccoli Mercanti, già nota sul territorio per eventi simili.

Molti atti, poche risposte: cosa ha spinto la ditta a lasciare? La politica chiede chiarezza
Nonostante l’elenco dettagliato delle tappe amministrative, resta senza risposta la domanda chiave che l’opposizione ha posto fin dall’inizio: perché la società incaricata ha deciso di ritirarsi quando tutto sembrava già pronto per l’avvio dei lavori? La richiesta di rimodulazione del progetto, l’improvvisa accelerazione sulla pista di pattinaggio e infine il repentino dietrofront non hanno ricevuto spiegazioni ufficiali.
Secondo i consiglieri di minoranza, la mancanza di chiarimenti apre uno spazio di incertezza che alimenta dubbi su aspetti organizzativi, logistici o economici che potrebbero aver scoraggiato l’operatore. La tempistica estremamente ravvicinata tra autorizzazioni, modifiche progettuali e rinuncia induce molti a chiedere maggiore trasparenza sulle comunicazioni intercorse fra Comune e ditta aggiudicataria, così da comprendere se vi siano state criticità non ancora rese pubbliche.
Con l’incarico ora passato all’associazione Piccoli Mercanti, il Comune punta a garantire comunque l’apertura delle iniziative natalizie, cercando di recuperare il tempo perduto e rassicurare la cittadinanza. Ma resta la sensazione che, oltre alle casette e alla pista di pattinaggio, ci sia un’altra struttura ancora da montare: quella della chiarezza, necessaria per ricostruire davvero cosa sia accaduto dietro le quinte del Villaggio di Natale di Tivoli.
