Il menu segreto dei Papi: le ricette insospettabili amate dai pontefici

Il menu segreto dei Papi: le ricette insospettabili amate dai pontefici

Vaticano-Notizialocale.it (Fonte: Pexels)

Dietro le mura del Vaticano non ci sono solo documenti e preghiere: nei secoli, i Papi hanno avuto piatti del cuore molto concreti, che vanno dal dulce de leche argentino alle crêpes del V secolo, passando per pasticci di carne e dolci di paese gelosamente custoditi.

La domanda “ma cosa mangia un Papa?” sembra quasi una curiosità da cronaca leggera, e invece spalanca una finestra sulla parte più umana dei pontefici. A tavola, infatti, emergono ricordi d’infanzia, radici geografiche, abitudini di famiglia e persino piccoli “peccati di gola” che li avvicinano alla vita di tutti i giorni. Alcune ricette sono semplicissime, altre sorprendentemente ricche, ma tutte raccontano più di molte biografie ufficiali.

Ricostruendo le abitudini alimentari di diversi Papi, dagli ultimi pontificati fino al tardo antico, si scopre un menu insospettabile: piatti poveri, dolci di casa, specialità regionali e preparazioni che oggi definiremmo quasi “comfort food”. È un viaggio che parte dalla cucina di Papa Francesco e arriva fino a Papa Gelasio, passando per Benedetto XVI, Giovanni Paolo II, i Borgia e Leone XIII, con una tavola che cambia volto insieme alla storia della Chiesa.

A tavola con Francesco, Benedetto e Giovanni Paolo II: piatti di casa e ricordi lontani

Nel caso di Papa Francesco, l’immagine pubblica di pontificato sobrio coincide perfettamente con ciò che ama mangiare. Nella sua dieta tornano spesso piatti semplici e “di casa”: il dulce de leche, simbolo dell’Argentina, ma anche la bagna cauda che rimanda alle sue radici piemontesi. Non mancano pietanze quotidiane come insalata e peperoni ripieni, oltre al mate, la bevanda nazionale argentina che Bergoglio sorseggia anche in momenti pubblici, come gesto di vicinanza alla sua terra.

Per Papa Benedetto XVI, nato in Baviera, il cibo è soprattutto memoria familiare. Cresciuto con una mamma cuoca, ha mantenuto un forte legame con la cucina tedesca, ma una volta a Roma si è innamorato dei sapori locali. Tra i piatti che apprezzava di più figurano gli spaghetti alla carbonara, le fettine di vitella, il carciofo alla romana e la crostata con la marmellata. Il suo dolce “vizioso”? La classica Foresta Nera, torta ricca di cioccolato e panna che racconta, in un solo morso, il legame con la Baviera. Giovanni Paolo II, invece, alternava preparazioni semplici servite ogni giorno in Vaticano – come pastina in brodo, scaloppine con verdure e composta di frutta – a piatti della tradizione polacca: pierogi ripieni, dolci paczki e il celebre kremowka, tanto amato da essere ribattezzato “crema del Papa”.

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Dalle crêpes di Gelasio alle ciambelle di Leone XIII: i piatti che raccontano i secoli

Scendendo indietro nella storia, il menu dei Papi si fa ancora più sorprendente. A Papa Gelasio, vissuto nel V secolo, la tradizione attribuisce addirittura l’invenzione delle crêpes: avrebbe fatto preparare sottili torte di farina e uova da offrire ai pellegrini francesi arrivati a Roma per la Candelora, scegliendo volutamente una forma e un colore che ricordassero il sole e la luce. Un gesto simbolico e concreto allo stesso tempo, come spesso accade nella cucina legata alla devozione.

Più avanti nei secoli, il rapporto tra Papi e cibo si arricchisce di personaggi e ricette. A un Papa Martino – legato al cuoco di fiducia Johannes Bockenheym – viene associata una torta alle erbe molto particolare, preparata con pinoli, uva passa, maggiorana, salvia, zafferano e zenzero: una combinazione fragrante che unisce spezie preziose e profumi mediterranei. Alessandro VI Borgia viene descritto come grande estimatore della torta di cappone, mentre a Leone X è legato un ricco pasticcio di carne di manzo, patate e mostarda, piatto che racconta il gusto rinascimentale per le preparazioni importanti, degne di banchetti di corte.

Con Leone XIII, già nell’Ottocento, la tavola papale si intreccia in modo diretto con la cucina popolare. Il pontefice era infatti affezionato alle ciammelle di Carpineto Romano, un dolce semplice del suo paese natale, dove la ricetta originale è ancora custodita gelosamente. È l’ennesima conferma di come i Papi, pur al centro della scena mondiale, continuino a portare a tavola i sapori della propria infanzia. Dai dolci di provincia al dessert bavarese, dalle crêpes dei pellegrini al dulce de leche, il menu segreto dei Papi è fatto di piatti che parlano di casa, affetti e storie personali molto più di quanto si possa immaginare guardando solo le cerimonie ufficiali.