Rc Auto, cambia ancora una volta: il Governo approva il nuovo decreto | Chi ha questi modelli può non pagarla più

Rc Auto, cambia ancora una volta: il Governo approva il nuovo decreto | Chi ha questi modelli può non pagarla più

Rc Auto-Notizialocale.it (Fonte:Freepik)

Con l’approvazione del nuovo decreto in via preliminare, il Governo modifica ancora le regole sull’Rc Auto: in alcuni casi specifici l’assicurazione non è più obbligatoria, con un impatto diretto su auto storiche e veicoli utilizzati solo in determinati periodi dell’anno.

Il tema dell’assicurazione auto torna al centro dell’attenzione dopo il via libera al decreto che recepisce le indicazioni europee in materia di responsabilità civile. La norma chiarisce quando l’Rc Auto è obbligatoria e quando, invece, può non essere richiesta. Un cambiamento che interessa migliaia di automobilisti e che punta a distinguere tra veicoli effettivamente utilizzati su strada e mezzi che, pur essendo immatricolati, restano fermi e inutilizzati per lunghi periodi. La novità principale riguarda proprio l’uso concreto del veicolo e non più soltanto la sua iscrizione al PRA.

Fino a oggi, infatti, l’obbligo di assicurazione era legato quasi esclusivamente alla proprietà del mezzo, anche se parcheggiato in garage e inutilizzato. Con il nuovo decreto, invece, viene introdotto un criterio più aderente alla realtà: se il veicolo non circola e non può circolare, in alcuni casi l’Rc Auto non è più dovuta. Una svolta che interessa soprattutto determinate categorie di veicoli, chiaramente individuate dalla normativa, e che apre la strada a un risparmio concreto sui costi assicurativi per chi rientra nei requisiti.

Il decreto stabilisce che per le auto storiche e d’epoca l’obbligo di Rc Auto può venire meno, ma solo a precise condizioni. Se il veicolo è ufficialmente ritirato dalla circolazione, custodito in un’area privata e non idoneo all’uso su strada, l’assicurazione non è più necessaria. Questo vale, ad esempio, per le auto d’epoca conservate in garage, musei o collezioni private e non utilizzate per la circolazione ordinaria. Il principio è chiaro: se il mezzo non rappresenta un rischio per terzi, non è obbligatorio assicurarlo.

Diverso il discorso per le auto storiche che circolano regolarmente o partecipano a raduni e manifestazioni su strade pubbliche. In questi casi l’Rc Auto resta obbligatoria, anche se spesso a condizioni agevolate grazie a polizze dedicate. Il decreto non elimina quindi l’assicurazione per tutte le auto storiche, ma distingue tra veicoli effettivamente utilizzati e quelli che rimangono fermi e non operativi. Una distinzione che mira a evitare costi inutili per i proprietari di mezzi che non escono mai dal proprio spazio privato.

Veicoli stagionali e mezzi inutilizzati: cosa cambia davvero con il nuovo decreto

Un’altra categoria interessata dalle novità è quella dei veicoli stagionali, come moto, camper, auto utilizzate solo in alcuni mesi dell’anno o mezzi agricoli e speciali. Il decreto chiarisce che l’Rc Auto non è obbligatoria nei periodi di effettiva inutilizzazione, a patto che il veicolo venga formalmente escluso dalla circolazione. Questo significa che deve essere parcheggiato in un’area privata e non accessibile al pubblico, senza possibilità di uso su strada. In caso contrario, l’obbligo assicurativo rimane.

La norma rafforza anche i controlli: chi dichiara di non utilizzare il veicolo ma lo lascia su strada pubblica rischia sanzioni pesanti. Il principio introdotto dal Governo è quello del rischio reale: se il mezzo può causare danni a terzi, l’assicurazione è necessaria; se invece è totalmente escluso dalla circolazione, l’Rc Auto può essere sospesa o non attivata. Per molti proprietari di veicoli utilizzati solo in determinati periodi, questa novità rappresenta una riduzione significativa dei costi annuali.

Rc Auto-Notizialocale.it (Fonte:Freepik)

Chi deve continuare a pagare l’Rc Auto e cosa fare per non sbagliare

È importante chiarire che la stragrande maggioranza degli automobilisti continuerà a dover pagare regolarmente l’Rc Auto. Tutti i veicoli che sostano su suolo pubblico, anche se fermi, e quelli potenzialmente idonei alla circolazione devono essere assicurati. Il decreto non introduce una liberalizzazione generalizzata, ma una deroga mirata per situazioni ben definite. Chi non rispetta le condizioni rischia multe, sequestro del mezzo e sanzioni amministrative rilevanti.

Per evitare errori, è fondamentale verificare la propria situazione: se il veicolo è realmente inutilizzato, custodito in area privata e non circolante, si può valutare la sospensione o la mancata stipula della polizza. In tutti gli altri casi, l’Rc Auto resta obbligatoria. Il nuovo decreto segna comunque un cambio di approccio importante, perché introduce il concetto di uso effettivo del mezzo come criterio centrale. Una scelta che punta a rendere il sistema più equo, distinguendo chi utilizza davvero il veicolo da chi lo conserva senza metterlo su strada, e che può tradursi in un vantaggio economico concreto per una parte degli automobilisti.