Crollo Torre Conti | 9 indagati e nuovi tecnici: cosa emerge dalle indagini?
L’inchiesta sul crollo della Torre dei Conti si allarga: 9 indagati, tra cui 5 nuovi tecnici delle ditte coinvolte. Si cerca la verità sulle cause e le responsabilità.
Il tragico crollo della Torre dei Conti, avvenuto il 3 novembre 2025 in Largo Corrado Ricci, ha segnato profondamente la Capitale, costando la vita all’operaio sessantaseienne Octav Stroici. L’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Roma sta ora attraversando una fase cruciale, con il numero degli indagati che è salito a nove.
Cinque nuovi nomi sono stati aggiunti all’elenco dei sospettati, tutti identificati come tecnici delle ditte appaltatrici dei lavori di ristrutturazione. Questi professionisti sono al vaglio della Procura con le accuse di omicidio colposo e disastro colposo. Le loro posizioni si sommano a quelle dei quattro tecnici precedentemente indagati, responsabili della firma del progetto iniziale. La notifica degli avvisi di garanzia da parte dei Carabinieri sottolinea l’intensificarsi degli accertamenti.
Un recente sopralluogo alla Torre, al quale hanno partecipato il prefetto di Roma Lamberto Giannini e il comandante dei Vigili del fuoco Adriano De Acutis, ha ribadito la serietà della situazione e l’urgenza di fare piena luce sull’accaduto. L’obiettivo è accertare ogni responsabilità e comprendere le dinamiche che hanno portato al fatale cedimento di un monumento di tale importanza storica.
Le responsabilità al vaglio della Procura
Le responsabilità sotto la lente della Procura: accertamenti in corso.
L’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Giovanni Conzo e Antonio Di Maio e dal pubblico ministero Mario Dovinola, si concentra sulla comprensione delle cause profonde del crollo. La domanda centrale che la Procura intende sciogliere è se il cedimento del monumento medievale potesse essere evitato attraverso interventi diversi o misure preventive più adeguate. L’ipotesi principale al vaglio è che la valutazione dei rischi effettuata sulla fragilità della struttura non sia stata sufficientemente accurata o completa.
I cinque nuovi indagati, dipendenti delle società “Picalarga” ed “Edilerica Appalti e Costruzioni” – vincitrici dell’appalto per la ristrutturazione – ricoprivano ruoli tecnici chiave nello studio e nell’attuazione dei progetti di manutenzione. Le indagini mirano a stabilire se le loro azioni o omissioni abbiano contribuito al tragico epilogo. Accertamenti rigorosi sono in corso per verificare la regolarità dell’appalto e l’esecuzione dei lavori, con particolare attenzione alle metodologie impiegate e alla supervisione.
La Procura è determinata a ricostruire la catena degli eventi che hanno portato alla distruzione parziale della Torre, situata in un’area di inestimabile valore storico come quella dei Fori Imperiali. Ogni dettaglio, dalla fase progettuale a quella esecutiva, è sotto la lente d’ingrandimento per garantire che la verità emerga e che giustizia sia fatta per la vittima e per la salvaguardia del patrimonio culturale.
Messa in sicurezza e prospettive future
Interventi di messa in sicurezza aprono a future prospettive.
Parallelamente all’avanzamento delle indagini, i Vigili del fuoco sono impegnati in complesse operazioni di messa in sicurezza del sito. Gli interventi in corso includono la realizzazione di “opere di irrigidimento trasversale delle finestrature dell’edificio”, il puntellamento delle facciate danneggiate dal crollo e la rimozione di tutti gli elementi distaccati e pericolanti che potrebbero rappresentare un ulteriore rischio. Queste misure sono cruciali non solo per la sicurezza immediata dell’area, ma anche per consentire future valutazioni e eventuali progetti di recupero.
Una priorità è il ripristino della viabilità nella zona. Sulla parte della Torre che affaccia in via Tor de Conti, si stanno posizionando “strutture metalliche idonee” per permettere nuovamente il transito in sicurezza. Questo aspetto è fondamentale per ridurre i disagi alla cittadinanza e per ripristinare la normalità in un’area così centrale e trafficata di Roma. L’obiettivo è duplice: garantire la stabilità di quanto resta del monumento e proteggere l’ambiente circostante.
Il futuro della Torre dei Conti rimane incerto, sospeso tra le maglie della giustizia e la speranza di un possibile recupero. Il lavoro congiunto delle autorità e degli esperti sarà decisivo per delineare non solo le responsabilità del passato, ma anche le strategie per preservare ciò che resta e prevenire simili tragedie in futuro. La città osserva con apprensione, aspettando chiarezza e soluzioni concrete per i suoi monumenti storici.
