Aggressione Termini | Due dei fermati ricompaiono: Il dettaglio choc inaudito

Scandalo dopo l’aggressione a Termini: due dei fermati rapinano un’altra donna poche ore dopo, tirandole dello yogurt addosso. Dettagli inquietanti emergono.

Aggressione Termini | Due dei fermati ricompaiono: Il dettaglio choc inaudito
Scandalo dopo l’aggressione a Termini: due dei fermati rapinano un’altra donna poche ore dopo, tirandole dello yogurt addosso. Dettagli inquietanti emergono.

La brutale aggressione subita da un funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, avvenuta nei pressi della stazione Termini di Roma la sera del 10 gennaio, si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo. Due dei quattro uomini fermati in relazione a quell’episodio avrebbero infatti commesso un’ulteriore rapina poche ore dopo l’attacco, in una zona completamente diversa della capitale. Questo sviluppo getta una luce ancora più cupa sulla vicenda e sui profili dei responsabili, evidenziando una escalation di violenza in un lasso di tempo estremamente breve. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto di questa sequenza criminale che ha sconvolto la città.

La seconda rapina: i dettagli agghiaccianti

La seconda rapina: i dettagli agghiaccianti

La seconda rapina: i dettagli più agghiaccianti emergono ora alla luce.

 

I due fermati, identificati come Mahmoudi Oussama, 20 anni, e Basem Bezzana, 21 anni, entrambi cittadini tunisini, erano già noti alle forze dell’ordine per numerosi precedenti. Oussama vanta un curriculum criminale che include furto, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, rapina e lesioni personali, mentre Bezzana era già gravato da precedenti per rapina. La mattina dell’11 gennaio, dopo essersi allontanati dalla zona di Termini, i due sono stati segnalati per il furto di un telefono cellulare in via Ostiense.

Nel corso di questa seconda rapina, non si sono limitati a sottrarre il bene: avrebbero anche aggredito la donna, scagliandole contro un vasetto di yogurt nel momento in cui la vittima tentava di difendersi. L’episodio si è concluso con un breve inseguimento da parte degli agenti della Polizia ferroviaria, che li hanno bloccati intorno alle 12:30 sotto Ponte Settimia Spizzichino, vicino alla fermata della metro Garbatella. Decisive per il riconoscimento sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno immortalato i giovani con gli stessi indumenti indossati durante il pestaggio a Termini.

Il contesto dell’aggressione e gli sviluppi giudiziari

Il contesto dell'aggressione e gli sviluppi giudiziari

Aggressione: il contesto dei fatti e gli sviluppi giudiziari.

 

Mahmoudi Oussama e Basem Bezzana si aggiungono agli altri due fermati, Mohamed Mansy Mahmoud Mohamed Elramady, 18 anni, e Moslem Othmen, 20. Gli investigatori sono tuttavia ancora alla ricerca di almeno un altro complice coinvolto nell’aggressione al funzionario del Mimit. I motivi della violenza rimangono ancora un enigma, ma le conseguenze per la vittima, un uomo di 56 anni, sono state devastanti: gravi fratture al volto e alla testa. Le sue condizioni, sebbene ancora serie, non sarebbero fortunatamente in pericolo di vita.

Per i quattro indagati, la giornata del 13 gennaio potrebbe essere cruciale: è prevista l’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari. L’accusa ipotizzata è quella gravissima di tentato omicidio. Nello stesso contesto giudiziario, potrebbero comparire anche Adem Raouafi e Marwen Abid, tunisini di 22 e 18 anni, fermati per un’aggressione e rapina separata ai danni di un rider 22enne, anch’egli tunisino, avvenuta in via Manin la sera del 10 gennaio, a testimonianza di una recrudescenza degli episodi di criminalità nella capitale.