Scontro Taxi | Hallissey aggredito con Pos: la verità nascosta
Scandalo allo sciopero taxi: Matteo Hallissey, presidente dei Radicali, aggredito a calci e sputi per aver esposto un Pos. Scopri i dettagli della violenza.
Roma, 13 gennaio 2025. Una giornata di protesta per i tassisti italiani si è trasformata in un episodio di violenza e tensione, con al centro Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali. Giunto in piazza Bocca della Verità, fulcro della mobilitazione nazionale contro le liberalizzazioni e le piattaforme digitali come Uber, Hallissey si è presentato con un cartello recante la scritta “Basta lobby” e, simbolicamente, un apparecchio Pos. La sua intenzione, condivisa con Ivan Grieco, era di manifestare pacificamente contro lo sciopero, evidenziando quella che definiva la “sostanziale assenza di concorrenza” e gli “enormi disservizi” per i cittadini.
Tuttavia, l’iniziativa non è stata accolta pacificamente. Hallissey ha denunciato di essere stato «aggredito con sputi e calci» da parte di alcuni tassisti. Le sue parole raccontano di momenti di alta tensione: «Mi hanno urlato insulti omofobi e mi hanno aggredito con sputi e calci». L’episodio sottolinea la forte polarizzazione del dibattito, dove il tentativo di un dialogo o di una provocazione pacifica si è scontrato con una reazione violenta, sollevando interrogativi sulla gestione delle proteste e sui limiti della tolleranza.
La voce della protesta: i tassisti e le loro ragioni

La voce dei tassisti in piazza: le ragioni della loro protesta.
Il corteo dei tassisti, iniziato questa mattina da Fiumicino, ha trovato il suo culmine a piazza Bocca della Verità, con migliaia di professionisti che hanno aderito alla mobilitazione nazionale. La protesta è stata indetta per opporsi con fermezza alle proposte di apertura verso gestori e piattaforme di intermediazione digitale, percepite come una minaccia diretta alla categoria. “Non possiamo vivere senza regole, le città sono diventate una giungla: il tassametro è una garanzia per chi guida e per il passeggero, su questo siamo pronti a andare oltranza”, hanno dichiarato alcuni rappresentanti della Cgil, sintetizzando il malcontento generale.
La quasi totalità delle sigle sindacali, da Tam a Ugl Taxi, da Filt Cgil Taxi a Usb Taxi e molte altre, hanno aderito allo sciopero, evidenziando una compattezza e una determinazione notevoli. L’obiettivo è quello di difendere un settore che si sente assediato, rivendicando la specificità del servizio taxi e la necessità di una regolamentazione che tuteli i lavoratori. Tuttavia, l’incidente che ha coinvolto Hallissey rischia di gettare un’ombra su un’iniziativa che mirava a mettere in luce le legittime preoccupazioni di una categoria.
Oltre l’episodio: implicazioni e futuro del servizio
Implicazioni e futuro del servizio: uno sguardo approfondito oltre il singolo episodio.
L’aggressione a Matteo Hallissey trascende il singolo episodio, ponendo in evidenza un conflitto più ampio e profondo che attraversa il settore dei trasporti urbani. Da un lato, la necessità di modernizzazione e l’introduzione di nuove tecnologie e modelli di servizio, dall’altro, la difesa di un sistema radicato, con le sue tutele e i suoi privilegi storici. Le accuse di Hallissey sui “redditi dichiarati bassissimi” dei tassisti, a fronte di presunti privilegi, alimentano ulteriormente la polemica, evidenziando una frattura non solo economica ma anche sociale e culturale.
Questo scontro evidenzia la difficoltà di trovare un equilibrio tra innovazione e tradizione, tra concorrenza e protezione. La reazione violenta ai danni di un rappresentante politico che intendeva provocare il dibattito su questi temi solleva seri interrogativi sulla capacità del sistema di affrontare il cambiamento in modo costruttivo. Sarà fondamentale osservare come le istituzioni reagiranno a questo clima di tensione e quali soluzioni verranno proposte per un settore vitale per le città, in bilico tra la necessità di evolversi e il diritto dei lavoratori a essere tutelati.
