Roma 30 km/h | La Capitale cambia: Ecco cosa rischi davvero

Roma introduce il limite di 30 km/h nel centro storico dal 15 gennaio. Scopri le strade interessate, i benefici attesi e le vere conseguenze per chi non rispetta i nuovi divieti.

Roma 30 km/h | La Capitale cambia: Ecco cosa rischi davvero
Introduzione alla zona 30: Roma si adegua per la sicurezzaRoma si prepara a un cambiamento epocale per la viabilità del suo centro storico. A partire da giovedì 15 gennaio 2026, il limite di velocità nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) del cuore della Capitale sarà fissato a 30 chilometri orari. Questa misura, fortemente voluta dal sindaco Roberto Gualtieri e dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, mira a rivoluzionare la sicurezza stradale e la qualità della vita cittadina.

Roma introduce il limite di 30 km/h nel centro storico dal 15 gennaio. Scopri le strade interessate, i benefici attesi e le vere conseguenze per chi non rispetta i nuovi divieti.

La determina che ha ufficialmente introdotto il limite è stata firmata, e la sostituzione della segnaletica è già avvenuta, rendendo il provvedimento una realtà concreta. L’obiettivo primario, come più volte sottolineato da Patanè, è quello di ridurre drasticamente il rischio di mortalità sulle strade. L’assessore ha evidenziato come l’investimento di un pedone a 50 km/h comporti una probabilità del 50% di esito fatale, percentuale che sale al 90% a 70 km/h. La ‘Zona 30’ si propone quindi come un baluardo per la tutela dei soggetti più vulnerabili della strada.

Dettagli e perimetro: Dove e perché cambia la velocità

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La delibera di giunta risalente a novembre ha avviato il percorso legislativo che ha portato all’introduzione della ‘Zona 30’ per la ZTL del centro storico. Dal 15 gennaio 2026, il limite di velocità di 30 km/h sarà effettivo sulle strade del nucleo più antico di Roma. È interessante notare come circa la metà delle vie di quest’area presentassero già un limite inferiore ai 50 km/h previsti dal Codice della Strada.

Tuttavia, il piano di rallentamento del traffico automobilistico non si fermerà qui. L’assessore Patanè ha espresso l’ambizioso obiettivo di estendere la ‘Zona 30’ a ben 1000 strade su tutto il territorio di Roma Capitale, segnando un cambiamento strutturale nella concezione della mobilità urbana.

Il nuovo limite sarà in vigore in tutte le strade della ZTL centro storico, includendo quasi tutti i rioni storici, da Trastevere a Campo Marzio. Verranno interessate anche arterie più ampie come Corso Vittorio Emanuele, Via del Teatro Marcello e Via del Traforo. Patanè ha spiegato che queste strade, retaggio di una città a misura d’auto, devono ora adattarsi alla crescente domanda di pedonalità del centro. L’introduzione del limite ha anche comportato modifiche al perimetro della ZTL, con adeguamenti ai confini su strade come Via Arenula, Via Barberini, Via Bissolati, Via del Portico d’Ottavia, Villa Peretti, Via XX Settembre, Largo Gaetano Agnesi e parte di Via dei Fori Imperiali, in coerenza con i nuovi varchi elettronici.

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L’introduzione della ‘Zona 30’ nel centro storico di Roma porta con sé una serie di vantaggi significativi, il più importante dei quali è l’aumento della sicurezza stradale, specialmente per i pedoni. L’esempio virtuoso di Bologna, che ha applicato il limite di 30 km/h in tutto il centro, ha dimostrato risultati eccezionali: nel primo anno, le morti su strada si sono quasi dimezzate (-49%), e per la prima volta dal 1991 non si è registrato alcun decesso di pedoni.

Oltre alla sicurezza, la ‘Zona 30’ contribuirà anche alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico nella zona più centrale della Capitale. Secondo i dati presentati dal Campidoglio, il nuovo limite di velocità dovrebbe portare a una diminuzione del 19% delle emissioni inquinanti e di 2,1 decibel di inquinamento acustico, migliorando così la qualità dell’aria e la vivibilità dell’area.

È importante sottolineare che, nonostante il nuovo limite, non saranno installati autovelox per sorvegliare sul rispetto dei 30 km/h. Questo perché, secondo il decreto ministeriale dell’11 aprile 2024, entrato in vigore con il nuovo Codice della Strada, i dispositivi di rilevamento automatico non possono essere posizionati su strade urbane dove il limite è inferiore a 50 km/h, salvo eccezioni sulle extraurbane. Tuttavia, l’assessore Eugenio Patanè ha lanciato un monito chiaro: il limite è un “ordine imperativo della pubblica amministrazione”. La conseguenza più grave per chi non lo rispetta potrebbe non essere una semplice multa, ma l’applicazione dell’aggravante al reato di omicidio stradale qualora si dovesse investire un pedone con esito fatale, dimostrando di viaggiare a una velocità superiore ai 30 km/h. Questo aspetto evidenzia la serietà con cui le autorità intendono far rispettare la nuova normativa, ponendo l’accento sulla responsabilità individuale al volante.