Assegno Sociale, da ora non basta più il reddito | Decide tutto l’inps

L’assegno sociale INPS non è automatico con redditi bassi. Scopri i criteri effettivi e perché l’INPS valuta il bisogno reale, oltre le soglie, per l’accesso al sostegno.

Assegno Sociale, da ora non basta più il reddito | Decide tutto l’inps
L’assegno sociale INPS: oltre il semplice redditoL’assegno sociale rappresenta un supporto vitale nel sistema previdenziale italiano, pensato per sostenere gli anziani che si trovano in una situazione di difficoltà economica e che non hanno maturato i requisiti contributivi per una pensione tradizionale. Molti credono che basti avere un reddito basso per accedervi, ma la realtà è ben più complessa e sfaccettata. L’INPS, infatti, adotta un approccio che va oltre la semplice dichiarazione dei redditi, ponendo l’accento sul concetto di stato di bisogno reale e documentabile.

L’assegno sociale INPS non è automatico con redditi bassi. Scopri i criteri effettivi e perché l’INPS valuta il bisogno reale, oltre le soglie, per l’accesso al sostegno.

Questo significa che la prestazione non è un diritto acquisito automaticamente al raggiungimento di una certa età o al superamento di soglie di reddito minime. Al contrario, l’ente previdenziale effettua una valutazione approfondita per determinare l’effettiva condizione di necessità del richiedente, un aspetto spesso trascurato ma di fondamentale importanza per chi aspira a questo tipo di aiuto.

Criteri di accesso e le soglie reddituali INPS

Criteri di accesso e le soglie reddituali INPS

INPS: i criteri di accesso e le soglie di reddito.

 

La normativa stabilisce che l’assegno sociale venga erogato dall’INPS a partire dai 67 anni di età, indirizzandosi a soggetti con redditi entro i limiti prefissati dalla legge. Per il 2025, ad esempio, i limiti sono stabiliti a circa 7.002 euro annui per i singoli e a circa 14.005 euro per i coniugati, cifra che include anche il reddito del partner. Chi rientra in questi parametri può ricevere un importo mensile di circa 538,68 euro, erogato per tredici mensilità, importo che si riduce proporzionalmente se il reddito non è nullo.

Tuttavia, è qui che emerge la divergenza rispetto alla percezione comune. Il semplice fatto di dichiarare redditi al di sotto di queste soglie non garantisce un accesso automatico all’assegno. L’INPS effettua una valutazione stringente dell’effettiva situazione economica del richiedente. Ciò significa che individui che formalmente rientrano nei limiti reddituali possono vedersi negare la prestazione se possiedono un patrimonio mobiliare o immobiliare non produttivo di reddito, giacenze bancarie elevate o effettuano spese che appaiono incompatibili con una condizione di reale bisogno economico. La valutazione mira a prevenire abusi e a garantire che il sostegno sia diretto a chi ne ha veramente bisogno.

La giurisprudenza della cassazione e i ricorsi: quando il bisogno è effettivo

La giurisprudenza della cassazione e i ricorsi: quando il bisogno è effettivo

Ricorsi in Cassazione: valutare l’effettivo bisogno di giustizia.

 

La giurisprudenza, in particolare la Corte di Cassazione, ha fornito chiarimenti essenziali sul diritto all’assegno sociale. Ha stabilito che il diritto a questa prestazione si fonda sul concetto di bisogno effettivo. Questo principio prevale anche nel caso in cui lo stato di bisogno sia stato, in un certo senso, autoindotto. Ad esempio, attraverso donazioni di beni o la rinuncia a un mantenimento economicamente dovuto. Ciò che conta, secondo i giudici, è che al momento della domanda la situazione di bisogno sia concreta e validamente documentata.

Per i cittadini che si vedono negare l’assegno, nonostante rientrino nei limiti reddituali, la normativa concede la possibilità di presentare ricorso, anche in sede giudiziale. Non sono rari i casi in cui i giudici hanno dato ragione ai richiedenti, affermando che la legge richiede l’esistenza di un bisogno reale, e non necessariamente un bisogno “incolpevole”. Questa serie di decisioni sottolinea un aspetto cruciale: nel panorama delle prestazioni assistenziali italiane, la tutela pensionistica minima non si basa solamente sui numeri esposti nei modelli reddituali o sull’ISEE. Richiede, invece, una dimostrazione completa e convincente della propria condizione economica di difficoltà, che vada al di là delle semplici soglie previste dalle tabelle.