Gelo nelle aule | Roma e Lazio: studenti con cappotti. Qual è la verità?
Rientro in classe glaciale a Roma e nel Lazio: studenti in sciopero contro il freddo nelle aule. Caldaie rotte e termosifoni spenti negano il diritto allo studio.
Tra guasti e strutture fatiscenti: la situazione critica nel Lazio
Lazio: tra guasti e strutture fatiscenti, una situazione infrastrutturale critica.
Le segnalazioni di scuole al freddo provengono da numerosi istituti in tutta la regione. A Roma, licei come l’Enzo Rossi, il Pilo Albertelli e il Pacinotti-Archimede hanno visto gli studenti affrontare temperature inadeguate. La situazione si aggrava in alcuni casi per problemi strutturali: al liceo Niccolò Machiavelli, ad esempio, gli studenti sono costretti a fare lezione con le finestre rotte, mentre al Plinio Superiore si è verificato il crollo di un pezzo di soffitto. Una delle situazioni più gravi è stata registrata nell’Istituto Via Silvestri, dove ha sede il liceo Malpighi. Qui, come racconta Riccardo Virgili, coordinatore provinciale della Rete degli Studenti Medi di Roma, la caldaia si è rotta a causa di allagamenti frequenti nel locale interrato che la ospita, lasciando gli studenti senza riscaldamento per giorni. Anche fuori dalla Capitale, il quadro non migliora: a Bracciano, i termosifoni dell’istituto Luca Paciolo erano spenti, mentre al liceo Isabella D’Este di Tivoli è stata disposta la didattica a distanza. A Viterbo, presso il liceo Mariano Buratti, alcuni studenti hanno rilevato temperature di soli 14 gradi, vedendosi persino requisire i termometri dalla dirigente scolastica.
Un grido nazionale: studenti uniti per il diritto allo studio e alla salute
Studenti uniti a livello nazionale per il diritto allo studio e alla salute.
La problematica delle scuole al freddo non è un fenomeno isolato al Lazio, ma riflette un trend nazionale preoccupante. Un’indagine condotta da Skuola.net rivela che ben otto studenti su dieci hanno sofferto il freddo al rientro in classe, con la situazione peggiorata per sei di questi dopo le festività. Questa emergenza ha catalizzato l’azione dei sindacati studenteschi. L’Unione degli Studenti ha pubblicato una “Guida contro il freddo nelle scuole”, invitando a monitorare le temperature e ad organizzare forme di protesta in caso di irregolarità. Parallelamente, la Rete degli Studenti Medi ha lanciato la campagna “Fa un ca**o di freddo”. Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, sottolinea: “Il rientro a scuola dopo le vacanze sta mostrando in modo brutale il fallimento delle politiche sull’edilizia scolastica, tra impianti malfunzionanti e strutture inadeguate su tutto il territorio nazionale. Ci troviamo di fronte al risultato di anni di disinvestimento e di scelte politiche miopi che continuano a sacrificare l’istruzione”. Gli studenti chiedono a gran voce investimenti immediati e strutturali per garantire ambienti di apprendimento salubri e funzionali, ribadendo che la possibilità di studiare in condizioni adeguate è un diritto inalienabile.
