Madre Willy | Tragedia La Spezia: Il suo appello che nessuno ignorerà

Lucia Monteiro Duarte, madre di Willy, dopo l’accoltellamento a La Spezia: “Ogni ragazzo ucciso riapre la mia ferita”. Un messaggio di perdono e speranza.

Madre Willy | Tragedia La Spezia: Il suo appello che nessuno ignorerà
Madre Willy | Tragedia La Spezia: Il suo appello che nessuno ignoreràLucia Monteiro Duarte, madre di Willy, dopo l’accoltellamento a La Spezia: “Ogni ragazzo ucciso riapre la mia ferita”. Un messaggio di perdono e speranza.

Un nuovo e drammatico fatto di sangue tra giovani, l’accoltellamento mortale avvenuto a La Spezia, ha riaperto una ferita che per Lucia Monteiro Duarte non si è mai veramente rimarginata. “Da quando è morto mio figlio Willy, ogni volta che muore un ragazzo ucciso da suoi coetanei mi si riapre la stessa ferita. È un dolore grande. Occorre intervenire, occorre fare qualcosa”, ha dichiarato con forza la madre di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso a Colleferro nel 2020 dopo essere intervenuto per difendere un amico. Le sue parole risuonano come un appello urgente alla riflessione e all’azione contro la violenza giovanile.

Per l’omicidio del figlio, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi sono stati condannati. Nonostante l’immenso dolore, Lucia ha espresso un pensiero che sorprende per la sua profondità e umanità: “Io non odio questi ragazzi. Mi auguro solo che prima o poi riescano ad avere un vero atteggiamento di pentimento, che è quello che è sempre mancato”. Un messaggio che sottolinea l’importanza del perdono e della possibilità di un cambiamento interiore, un monito potente a non cadere nella spirale dell’odio ma a cercare la via della redenzione e del rispetto reciproco.

La giornata del rispetto e la cultura contro la violenza

La giornata del rispetto e la cultura contro la violenza

La Giornata del Rispetto: promuoviamo la cultura contro ogni violenza.

 

Le toccanti dichiarazioni di Lucia Monteiro Duarte sono giunte alla vigilia di un’occasione significativa: la Giornata del Rispetto. Questa ricorrenza, istituita dal Parlamento proprio dopo l’omicidio di Willy, viene celebrata ogni 20 gennaio, giorno del suo compleanno. Un’occasione che quest’anno cade mentre la cronaca torna a raccontare di coltelli e violenza tra ragazzi, assumendo un significato ancora più amaro e urgente.

“È un dolore vedere che gli stessi meccanismi continuano ancora oggi, vedere che ci sono ancora tanti giovani con così tanta rabbia dentro – ha aggiunto Lucia –. È assurdo che non si rendano conto che così rovinano anche la loro vita”. Un’osservazione che mette in luce la gravità di una deriva che richiede risposte immediate e un impegno collettivo per la prevenzione.

Lucia Monteiro Duarte è intervenuta nell’Aula Magna dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint), durante un incontro dedicato alla memoria del figlio, al quale hanno partecipato anche studenti delle scuole medie e superiori. La rettrice Mariagrazia Russo ha sottolineato che “per combattere la violenza serve la cultura, che insegna il rispetto dell’altro”, mentre il presidente dell’ateneo Fabio Bisogni ha evidenziato come “la cultura della non violenza nasca da uno sguardo empatico capace di riconoscere il valore della diversità”. Un impegno condiviso anche dal vicesindaco di Colleferro, a testimonianza di una sensibilità crescente verso questi temi.

Il sogno di Willy continua: Borse di studio e un messaggio di speranza

Il sogno di Willy continua: Borse di studio e un messaggio di speranza

Il sogno di Willy continua: borse di studio portano un messaggio di speranza.

 

Nel corso dell’iniziativa all’Unint, è stato proiettato il film “40 secondi”, un’opera toccante dedicata alla vicenda di Willy. Il regista Vincenzo Alfieri e gli attori hanno risposto a lungo alle domande degli studenti, fornendo importanti spunti di riflessione e mantenendo viva la memoria di Willy e sensibilizzando i giovani sulle conseguenze devastanti della violenza ingiustificata.

L’Unint ha inoltre ricordato la borsa di studio istituita dopo la morte del ragazzo, destinata a studenti capoverdiani. Sono intervenute anche le due vincitrici, una delle quali collegata dal Capo Verde, a dimostrazione del profondo impatto internazionale di questa iniziativa. Lucia Monteiro Duarte ha espresso la sua gioia: “Sono molto contenta di queste borse di studio. È come se facessero continuare il sogno di mio figlio, che voleva diventare un grande chef”, trasformando il dolore in un’opportunità di crescita e speranza per altri giovani.

Rivolgendosi direttamente ai giovani coinvolti oggi in episodi di violenza con le armi bianche, Lucia Monteiro Duarte ha lanciato un messaggio diretto e fondamentale: “Direi loro di credere sempre che il bene c’è, e che il bene va ricercato”. E pensando ai genitori del ragazzo ucciso a La Spezia, ha offerto parole di conforto e solidarietà: “Li capisco, il loro dolore è lo stesso che ho vissuto io. A loro posso solo dire di continuare a credere che il loro figlio vive dentro di loro. È questo che dà più forza”. Un messaggio di coraggio e resilienza che continua a offrire un faro di speranza anche nella perdita più atroce.