Eredità e Donazioni: scatta la riforma 2026: Meno tasse per tutti
Dal 2026, importanti novità su successioni e donazioni. L’Italia cambia le regole fiscali, promettendo meno tasse e soglie di esenzione più alte per le famiglie. Scopri i dettagli.
Il cuore di questa trasformazione risiede in una nuova interpretazione e applicazione delle imposte, pensata per agevolare il passaggio generazionale del patrimonio. L’obiettivo è chiaro: alleggerire le famiglie da un peso fiscale che spesso ha ostacolato la trasmissione della ricchezza, spingendo verso soluzioni più accessibili e meno complesse. Questo approccio innovativo mira a ristabilire un equilibrio tra le esigenze del fisco e la tutela del patrimonio familiare, garantendo maggiore serenità a chi si trova a gestire questi importanti eventi della vita.
L’addio al coacervo successorio: un cambiamento epocale
Un cambiamento epocale per le successioni: una nuova era.
La novità più rilevante introdotta dalla riforma del 2026 riguarda l’eliminazione del cosiddetto “coacervo successorio”. Fino ad oggi, il calcolo dell’imposta di successione prevedeva la somma di tutti i trasferimenti gratuiti ricevuti in vita dalla stessa persona (donazioni) con l’eredità acquisita al momento della morte. Questo meccanismo, spesso percepito come penalizzante, comportava un più rapido superamento delle franchigie di esenzione, traducendosi in un aumento dell’imposta dovuta.
Con il nuovo assetto, invece, donazioni e successioni saranno considerate eventi fiscali distinti e autonomi. Ciò significa che non saranno più sommate per determinare il superamento delle soglie di esenzione. Questo cambiamento da solo promette di generare risparmi significativi per i contribuenti. Una donazione effettuata da un genitore in vita, per esempio, non influenzerà più negativamente il calcolo dell’eredità ricevuta successivamente, poiché ogni trasferimento godrà di un proprio calcolo d’imposta separato. In pratica, si assisterà a un “raddoppio indiretto” della franchigia applicabile, dato che essa verrà impiegata distintamente per ciascun evento di trasferimento, anziché cumulativamente.
Franchigie raddoppiate e la nuova autoliquidazione
Analisi delle franchigie raddoppiate e delle nuove regole di autoliquidazione.
Un aspetto particolarmente vantaggioso di questa riforma riguarda l’incremento effettivo delle franchigie per i beneficiari più vicini, come il coniuge e i figli. La normativa attuale prevede per questi soggetti un’esenzione fino a 1 milione di euro per ciascun beneficiario. Con la separazione tra successioni e donazioni, ogni individuo potrà potenzialmente beneficiare di questa franchigia due volte: una per la donazione e una per la successione. Questo potrebbe portare a una soglia complessiva senza imposte che, per trasferimenti effettuati in vita e connessi alla stessa famiglia, potrebbe raggiungere i 2 milioni di euro complessivi per soggetto, marcando un incremento sostanziale rispetto al passato.
Oltre alle modifiche sul calcolo delle imposte, la riforma introduce anche innovazioni procedurali significative, tra cui la possibilità di autoliquidazione. Chi eredita o riceve una donazione avrà la facoltà di calcolare e versare direttamente l’imposta dovuta, promuovendo una maggiore trasparenza e responsabilità. Questa semplificazione degli adempimenti mira a rendere il processo meno oneroso e più efficiente. Le novità del 2026 rappresentano, in sintesi, un importante passo verso un sistema fiscale più equo e meno punitivo, consentendo alle famiglie di gestire e trasmettere il proprio patrimonio con maggiore flessibilità e minori oneri.
