Addio Pignoramenti dall’ Agenzia delle Entrate: ecco la nuova procedura | Non possono più farlo
La legge è chiara: l’Agenzia delle Entrate non può pignorare senza notifica preventiva. Scopri cosa cambia per i contribuenti e come tutelarti dai debiti fiscali.
Il pignoramento, infatti, è l’atto con cui si dà formalmente il via alla fase di recupero coattivo delle somme non versate. Può riguardare diversi beni o crediti del debitore, ed è uno strumento molto potente nelle mani dell’ente di riscossione. Tuttavia, la normativa vigente stabilisce una tutela procedurale imprescindibile: il contribuente deve essere messo nella condizione di conoscere l’esistenza e la natura del proprio debito. Senza questa preliminare conoscenza, garantita dalla corretta notifica, ogni successiva azione esecutiva risulterebbe priva di fondamento legale.
Nella pratica, dopo aver ricevuto la notifica di una cartella esattoriale, il contribuente ha a disposizione un lasso di tempo solitamente di sessanta giorni. Durante questo periodo, può scegliere di saldare il debito, oppure di presentare un ricorso o una contestazione formale. Solo una volta trascorsi questi termini, e in assenza di adempimento o opposizione, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è legittimata ad attivare le procedure per il recupero forzato del credito.
Il meccanismo del pignoramento presso terzi e le sue garanzie

Il pignoramento presso terzi: come funziona e quali garanzie offre.
Tra gli strumenti più frequentemente utilizzati dall’Agenzia per il recupero dei crediti vi è il pignoramento presso terzi. Questa tipologia di pignoramento non aggredisce direttamente i beni del debitore, ma si rivolge ai crediti che altri soggetti – come banche, datori di lavoro, l’INPS o altri enti – devono al contribuente. L’atto di pignoramento, notificato sia al terzo che al debitore, impone al soggetto terzo di versare le somme dovute direttamente all’ente di riscossione, fino alla copertura dell’importo del debito.
Gli ambiti più comuni di applicazione del pignoramento presso terzi includono il conto corrente bancario, con le somme depositate, una quota dello stipendio o della pensione, e altri crediti pendenti come affitti o compensi professionali. È fondamentale ribadire che anche questa procedura, per essere valida ed efficace, richiede come presupposto indispensabile la previa e corretta notifica della cartella di pagamento o dell’avviso di accertamento al debitore. Senza tale notifica, l’azione esecutiva è viziata alla radice.
La legge, tuttavia, prevede anche importanti limiti e salvaguardie per il debitore. Ad esempio, lo stipendio o la pensione possono essere pignorati solo entro percentuali specifiche e crescenti in base all’importo mensile percepito, garantendo così una soglia minima di sussistenza. Esistono analoghe condizioni e soglie di impignorabilità per altre categorie di beni e crediti, a tutela del diritto del debitore a non essere privato dei mezzi essenziali per vivere.
La protezione della prima casa e il principio di tutela del contribuente
Protezione della prima casa: salvaguardia essenziale per ogni contribuente.
Un altro aspetto di notevole rilevanza riguarda il pignoramento immobiliare. Il Fisco può procedere all’espropriazione di un immobile solo nel rispetto di regole precise e stringenti. Tra queste, la necessità di iscrivere un’ipoteca sull’immobile e che il debito complessivo raggiunga una soglia significativa stabilita dalla legge. Inoltre, esiste una specifica protezione per la prima casa del debitore, la quale può essere considerata impignorabile a condizione che soddisfi requisiti ben definiti, come l’essere l’unico immobile di proprietà e l’essere adibita a residenza.
Questo principio di diritto, recentemente rafforzato, mira a tutelare il contribuente, garantendo che nessun pignoramento esattoriale possa partire “di sorpresa”. La corretta notifica dell’avviso di debito è il fulcro di questa protezione, poiché permette al debitore di essere pienamente consapevole della propria situazione e di esercitare i propri diritti di difesa, inclusa la possibilità di opporsi al debito o di cercare soluzioni di pagamento. È un meccanismo che assicura trasparenza e legalità nelle procedure di riscossione.
In sintesi, la corretta notifica della cartella o dell’avviso è il presupposto essenziale affinché l’Agenzia delle Entrate-Riscossione possa agire legalmente per recuperare i propri crediti. Questa conferma giuridica ribadisce un pilastro fondamentale del diritto tributario e fornisce al contribuente uno strumento chiaro di tutela.
