Pannelli fotovoltaici, 5 luoghi dove è vietato metterli: scatta la nuova legge

Le normative sul fotovoltaico cambiano. Scopri le 5 situazioni in cui l’installazione dei pannelli è vietata, tra vincoli e nuove leggi. Non commettere errori!

Pannelli fotovoltaici, 5 luoghi dove è vietato metterli: scatta la nuova legge
Le nuove regole del fotovoltaico: Tra semplificazioni e vincoliIl panorama normativo italiano relativo all’installazione di impianti fotovoltaici è in continua evoluzione, con l’obiettivo di semplificare e incentivare l’uso delle energie rinnovabili. Un momento chiave è stata la Legge n.° 34 del 27 aprile 2022, che ha introdotto significative agevolazioni per l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici, specialmente per quelli con una potenza fino a 200 kW. Questa normativa ha segnato un passo importante verso la diffusione dell’energia pulita.

Recentemente, il D.Lgs n.° 190 del 2024, noto anche come Testo Unico sulle Fonti Rinnovabili, ha ulteriormente ridefinito il quadro, abrogando e modificando alcune disposizioni precedenti. Questo decreto ha avuto un impatto notevole sulla cosiddetta «edilizia libera», specificando quali interventi possano rientrare in questa categoria senza la necessità di permessi o autorizzazioni. Tuttavia, è fondamentale comprendere che, anche nell’ambito dell’edilizia libera, l’ultima parola spetta sempre al Comune di riferimento. Pertanto, un confronto preventivo con un tecnico qualificato e con gli uffici comunali è sempre caldamente consigliato per evitare spiacevoli sorprese.

Secondo il D.Lgs 190/2024, rientrano nell’edilizia libera diversi tipi di impianti fotovoltaici, tra cui:

  • impianti con una potenza inferiore a 12 MW, installati su sistemi già esistenti;
  • impianti non superiori a 1 MW, ubicati a terra su edifici adiacenti;
  • impianti posti in zone termali e turistiche, purché finalizzati all’autoconsumo;
  • impianti con potenza non superiore ai 5 MW, destinati alla continuità delle attività pastorali e agricole.

Se è ormai chiaro dove l’installazione è agevolata, la vera sfida risiede nel comprendere dove, invece, non sia possibile o altamente sconsigliato procedere. La questione è più complessa di quanto possa sembrare a prima vista e richiede attenzione a specifiche casistiche e normative.

I 5 accorgimenti: Dove l’installazione è un no categorico

I 5 accorgimenti: Dove l'installazione è un no categorico

I 5 accorgimenti: quando l’installazione è categoricamente esclusa.

 

Nonostante la spinta verso le energie rinnovabili, esistono diverse situazioni in cui l’installazione di pannelli fotovoltaici può essere vietata o fortemente limitata. È cruciale conoscere questi 5 accorgimenti fondamentali per evitare problemi legali e strutturali.

  1. Beni culturali e paesaggistici: Il D.Lgs. 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, impone restrizioni severe. L’installazione in aree con vincoli paesaggistici, storici o architettonici richiede autorizzazioni specifiche, spesso complesse da ottenere, per tutelare il patrimonio.
  2. Vincoli urbanistici e comunali specifici: Anche se un impianto rientra nell’edilizia libera a livello nazionale, i Comuni possono imporre ulteriori vincoli tramite Piani Regolatori Generali (PRG) o regolamenti locali. Queste disposizioni riguardano estetica, distanze o materiali. La consultazione degli uffici tecnici comunali è indispensabile.
  3. Superfici del tetto non idonee: Tetti curvi, instabili, degradati o con insufficiente capacità portante rendono l’installazione impossibile o pericolosa. Un eccessivo ombreggiamento riduce drasticamente l’efficienza dei pannelli, rendendo l’investimento poco profittevole.
  4. Installazioni fuori dai limiti dell’edilizia libera: Il D.Lgs 190/2024 definisce precise soglie di potenza e tipologie. Superando questi limiti (es. >12 MW su sistemi esistenti, >1 MW a terra non adiacente) o non rientrando nelle finalità previste, si perdono le semplificazioni, incorrendo in iter autorizzativi più complessi, se non preclusi.
  5. Aree di particolare pregio ambientale o protette: Oltre ai beni culturali, esistono zone soggette a vincoli ambientali (es. parchi naturali, riserve). L’impatto visivo ed ecologico degli impianti è qui attentamente valutato. Anche piccole installazioni possono essere soggette a rigide valutazioni o essere del tutto vietate, a tutela della biodiversità e del paesaggio.

L’importanza della consulenza tecnica e le norme CEI

L'importanza della consulenza tecnica e le norme CEI

Consulenza tecnica e norme CEI: pilastri per sicurezza e qualità.

 

Data la complessità del quadro normativo e la varietà delle situazioni locali, l’importanza di una consulenza tecnica qualificata non può essere sottovalutata. Affidarsi a professionisti del settore, come ingegneri o architetti esperti in impianti fotovoltaici, è il primo passo per garantire che l’installazione sia conforme a tutte le leggi vigenti e alle specifiche tecniche.

Oltre al D.Lgs 190/2024 e al D.Lgs. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali), è fondamentale fare riferimento alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano). Queste norme definiscono i requisiti tecnici per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti elettrici, inclusi quelli fotovoltaici, assicurando sicurezza ed efficienza. La non conformità alle norme CEI non solo può compromettere la funzionalità dell’impianto, ma può anche esporre a rischi di sicurezza e a sanzioni.

In sintesi, prima di intraprendere qualsiasi progetto fotovoltaico, è essenziale procedere con un’accurata fase di accertamento. Questo include la verifica delle normative nazionali e locali, l’analisi della fattibilità tecnica del sito (come la conformazione del tetto e l’ombreggiamento) e la valutazione di eventuali vincoli paesaggistici o ambientali. Solo un’attenta pianificazione e il supporto di esperti possono prevenire costosi errori, ritardi burocratici e la revoca di permessi, assicurando che il vostro investimento nel fotovoltaico sia non solo ecologico, ma anche legalmente e tecnicamente ineccepibile.