Didattica a distanza/3: Il Liceo Classico le nuove sfide3 min di lettura

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Proseguono gli interventi sulla Didattica a distanza nel nostro territorio. Questa è la volta del Liceo Classico di Tivoli. Abbiamo posto una serie di domande alla Professoressa Maria Losito.

Professoressa Losito, come sta andando la didattica a distanza al vostro istituto?
Beh, complessivamente bene, penso. Dopo l’iniziale smarrimento, come tutti, noi del Liceo Classico, comunemente ritenuti solo latinisti e grecisti, ci siamo rimboccati le maniche. Abbiamo seguito le indicazioni della Dirigente prof.ssa Vignoli,  abbiamo partecipato a momenti di formazione sulle piattaforme digitali, abbiamo studiato, come del resto siamo abituati a fare. Non Le nascondo che, in un primo momento, abbiamo consultato tutorial on line, ci siamo scambiati pareri con i colleghi in lunghe telefonate. Molti di noi già utilizzavano materiali digitali, per le LIM, per il corso Cambridge, in laboratorio multimediale, ma adesso, con l’emergenza, era tutta un’altra cosa. Fare lezioni dal vivo o registrare i propri interventi non è stato facile, ma poi siamo riusciti a raggiungere pressoché tutti gli alunni. Ci sembrava fondamentale per noi e per loro ristabilire il prima possibile un contatto: l’istituzione scolastica c’è ed è vicina ai giovani, soprattutto nei momenti di smarrimento.

Come hanno risposto gli studenti?
I nostri giovani sono eccezionali, gli studenti del Liceo Classico sono speciali. Supportati in tutti i modi possibili dalle famiglie, anche i ragazzi in situazioni delicate, anche quelli che vivono a livello di stress emotivo la situazione in cui versa il Paese, si sono attivati prontamente e stanno lavorando seriamente, con grande senso di responsabilità.

La didattica a distanza è una surroga totale della lezione frontale?
Anni fa, un manifesto che informava su un nostro open day, recava l’immagine della ‘Scuola di Atene’ di Raffaello: un ambiente pieno di persone che discutono tra loro, e la passione e l’amore per la conoscenza unisce allievi e maestri. All’epoca ci chiamavamo ‘Ginnasio’ e il termine voleva richiamare direttamente questa idea di scuola, per il quale la conoscenza è frutto della ricerca comune, che fa crescere tutti. La compresenza fisica diventa essenziale per il confronto, anche per monitorare continuamente la risposta degli allievi.

Le famose ‘domandine dal posto’…
Sì ecco, diciamo che la ‘Scuola di Atene’ è piena di domandine dal posto. Con la didattica online tutto questo diventa rarefatto: noi insegnanti corriamo il rischio di fare sermoni, correggere valanghe di compiti, inviati dagli alunni sulle piattaforme, rimanere incollati al video del computer per ore. Non dobbiamo poi dimenticare che l’utilizzo di questo strumento implica che tutti gli allievi abbiano pari disponibilità di rete e dispositivi: sappiamo che non è così, specie nel nostro territorio, nel quale anche l’Appennino ostacola la banda larga accessibile a tutti. Tuttavia vedo nella didattica online uno strumento pieno di potenzialità: a parte le emergenze, immagini la possibilità di fare lezione con un liceo dall’altra parte dell’oceano! Lo sa che, negli anni scorsi, collaboravamo con una università statunitense in una campagna di scavi archeologici a Villa Adriana e relativa analisi dei reperti? Si immagini quanto tutto questo possa diventare più curricolare attraverso l’online.

Sì sì, ma i compiti in classe, le interrogazioni?
Lei mi richiama al concreto. Le dirò che la verifica formale è il vero scoglio della didattica on line. La verifica formativa è l’unica percorribile. Abbiamo una specie di binario fatto da due rotaie completamente diverse. Mi spiego: da un lato vanno pensate nuove formule, che consentano di valutare la preparazione dell’allievo, prescindendo dal divieto di consultare manuali nel corso della prova (è una bella sfida, ma è piena di stimoli e implica colloqui singoli, approfonditi, registrazione dei progressi dell’allievo). Dall’altro prove da eseguire in breve tempo: se l’alunno non è preparato, anche se consulta più o meno di nascosto fisarmoniche, bignami e internet, non riesce a completare in tempo.

Insomma, che ne sarà di questa didattica a distanza?
Abbiamo scoperto uno strumento del quale dobbiamo continuare a servirci, anche a pandemia debellata, ma dobbiamo capire bene quali siano i gesti che ci permettano di utilizzarlo al meglio. Tuttavia il contatto fisico, la presenza in classe restano insostituibili per la crescita e il dialogo comune.

L’intervista con la Prof.ssa Maria Losito e del 1 aprile 2020