Multe in via di Portonaccio. Valanga di ricorsi

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Valanga di ricorsi. Il Movimento Consumatori ha già inoltrato numerosi ricorsi contro le multe ricevute dai cittadini che hanno scelto di difendere i propri diritti.

In questi giorni migliaia di automobilisti stanno ricevendo numerose multe per aver percorso a Roma via di Portonaccio, trasformata dal 2 maggio scorso in corsia preferenziale per bus e taxi. I numeri sono da capogiro. Nel mese di maggio le multe elevate sono state 136mila, a cui vanno sommate le 98.868 di giugno, per un totale di oltre 234mila sanzioni. La protesta dei cittadini è immediatamente dilagata sotto forma di petizioni, appelli sui social, manifestazioni.

Per far fronte alla situazione creatasi, la Commissione Trasparenza capitolina ha effettuato in settimana un sopralluogo in via di Portonaccio. Non è stata rilasciata nessuna dichiarazione ufficiale ma il presidente Marco Palumbo, riferiscono dalla Commissione all’Adnkronos, ha chiesto all’amministrazione capitolina di attivarsi per compiere ogni azione utile per sanare la situazione almeno per quanto riguarda i primi 30/40 giorni. L’obiettivo in sostanza è quello di tutelare quanti sono incorsi nella sanzione a causa di una segnaletica ritenuta, a giudizio dei cittadini, inadeguata.

Infatti, secondo la denuncia dei cittadini la riattivazione della corsia preferenziale “non è avvenuta in maniera tale da dare sufficienti informazioni affinché i cittadini potessero accorgersene”. “Il numero di multati e delle contravvenzioni elevate è di pe sé stesso – sottolineano -prova dell’inefficacia della segnaletica”. Suscita disapprovazione anche il dispositivo di telesorveglianza installato all’ingresso della corsia preferenziale, oggetto in passato di numerose censure giurisprudenziali.

Sinora sono già 18.000 i ricorsi presentati all’ufficio del Prefetto, molti dei quali per più contravvenzioni. Un numero ancora parziale e che non tiene conto dei tanti che invece hanno preferito agire per via giudiziaria.

Al riguardo, è utile ricordare le due modalità per contestare una multa illegittima, che differiscono tra loro per tempistiche, procedure e costi.

Impugnazione davanti al giudice di Pace – L’impugnazione davanti al giudice va esperita entro 30 giorni dalla notifica del verbale e prevede un costo variabile (il cosiddetto contributo unificato) in proporzione al valore della multa.

Se il ricorso è fondato, il giudice, con sentenza, annulla la contravvenzione;

in caso di rigetto, il giudice condanna il conducente a pagare quanto dovuto ed, eventualmente – ipotesi comunque poco ricorrente – anche le spese processuali sostenute dalla controparte.

Impugnazione al Prefetto – In alternativa, il ricorso può essere presentato, gratuitamente, alla Prefettura entro 60 giorni dalla notifica della contravvenzione

Al ricorso deve essere allegata la contravvenzione impugnata e, in esso, si può fare richiesta al Prefetto di essere ascoltati personalmente, al fine di dare maggiori chiarimenti sui fatti in contestazione.

Il Prefetto decide con ordinanza entro 120 giorni dal ricevimento del ricorso. Se il ricorso viene rigettato, il cittadino è tenuto a pagare la multa con importo raddoppiato.

In generale, la scelta della via da seguire dipende dalla complessità degli accertamenti richiesti e dal valore della contravvenzione.

Il Movimento Consumatori ha già inoltrato numerosi ricorsi contro le multe ricevute dai cittadini che hanno scelto di difendere i propri diritti.

Per sapere come aderire, potrete informarvi nella sede locale del Movimento Consumatori di Tivoli, in Via Antonio del Re n. 15, tel . 0774 334270, sulla pagina www.facebook.com/movimentoconsumatoritivoli, o sul sito www.movimentoconsumatori.it.

 

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