Tivoli e Guidonia, scacco al traffico di droga. Sgominate due bande4 min di lettura

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#NLCronaca – Quattro anni di indagini per una “retata” che ha pressochè azzerato il traffico di droga su Tivoli e dato un grande colpo a quello di Guidonia Montecelio. Nella rete della polizia del commissariato di Tivoli sono finite due bande, operanti una nelle piazze tiburtine e l’altra a Villanova, “unite” dallo stesso fornitore che aveva contatti con la malavita organizzata siciliana e calabrese oltre ad essere coinvolto in alcuni traffici di droga internazionali e ad essere imputato nell’ambito di in una grande operazione partita da Rimini e che ha portato al sequestro di 26 chili di cocaina colombiana. I poliziotti, diretti dal primo dirigente Maria Chiaramonte, hanno lavorato per anni intrecciando anche intercettazioni telefoniche e riprese di telecamere nascoste nelle “piazze” dello spaccio. Per portare a termine l’operazione sono intervenuti oltre 200 poliziotti, con rinforzi giunti da commissariati di Roma e di altre province.

I due gruppi di spacciatori hanno anche collezionato rapine e furti, per finanziare l’acquisto di stupefacenti,  ed atti intimidatori contro degli avversari. Ben 31 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Alberto Cisterna, di cui 28 eseguite, nell’ambito di due operazioni, Enterprise a Tivoli Mazar-i-Sharif a Guidonia, nella notte tra giovedì e venerdì. Oltre a queste ordinanze, però, gli agenti nel corso delle indagini hanno arrestato già in passato altri elementi di queste bande. Nello specifico ben 18 persone di cui 12 per reati concernenti il traffico delle sostanze stupefacenti, tre rapinatori ed altrettanti scassinatori di bancomat e casse continue. Le indagini sono partite dall’arresto di una coppia nell’agosto del 2010 e con il sequestro di 2.4 chili di droga tra cocaina e hashish. 

ARRESTI & SEQUESTRI

Dal Tribunale è stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giacomo “Compare” Cascalisci, Corrado Tisei, Cristian “Bixietto” D’Andrea, Paolo “Paoletto“ Larini, Andrea “Pisciarello“ Verbi, Marco “Marchetto” Cara, Daniele “Diavoletto” Proietti, Marco “Castagnetta” Ortolani, Angelo “Angioletto “ Foresi, Marco “Collo” Feri, Aldo “Aldino” De Angelis, Arjan Mucaj, Carlo “Principe” Moretti, Alessandro Muto, Salvatore “Maurizio” Allocca, Fabio “Jangol” Tuscolano, Pierpaolo “Billu” Picconi, Alessandro “Palletta” De Luca e Marco Di Paolo. Per altre nove persone sono stati disposti gli arresti domiciliari e per due l’obbligo di firma. Altri 12, poi, risultano indagati a piede libero.
Sequestrate nel corso dell’operazione, poi, diverse automobili e moto ed anche una grande e lussuosa villa abusiva, in zona Albuccione, di proprietà di uno dei boss.
Chiusi perché ritenuti dal Questore di Roma “pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica” un bar di Guidonia e cinque locali di Tivoli, tra bar e pub, che gli agenti hanno appurato essere abituali ritrovi di persone pregiudicate o comunque ritenute “pericolose”. 

ENTERPRISE – TIVOLI

Su Tivoli operava una banda di almeno 25 persone che, con vari ruoli, gestivano lo spaccio nelle piazze e nelle vie della città. La struttura, organizzata e strutturata con dei compiti specifici per ogni membro, aveva acquisito l’egemonia sul territorio tiburtino con un guadagno di circa 10 mila euro a giorno, oltre 1.2 milioni di euro nei 4 anni di indagine. Tanta era la sicurezza della banda che gli spacciatori tagliavano la droga sui cofani delle auto posteggiate e gli acquirenti la “consumava” direttamente sui marciapiedi appena acquistata (VEDI IL FILMATO).

A tirare le fila il “capo” che a bordo del suo suv Mercedes, con tanto di autista, faceva il giro delle piazze. Nel corso delle indagini proprio la grande macchina del capo è emersa come un’unità centrale della banda, tanto da essere paragonata alla nave stellare Enterprise della serie televisiva Star-Treck, che dallo spazio gestiva le diverse squadre “a terra”.  Il boss, così, “orbitava” senza sosta tra le vie della città e pattugliava le varie squadre che operavano nelle piazze o nei pressi di bar e pub.
C’erano, poi, diversi “cavalli” che rifornivano gli spacciatori con la droga custodita in un garage in via Maggiore (chiamato la “gogna” dalla banda) e poi varie vedette tanto a guardia delle piazze che incaricate di “pedinare” le forze di polizia e dare l’allarme in caso di necessità. Nella struttura della banda gli agenti hanno anche individuato figure con diversi ruoli come gli organizzatori delle piazze, promotori della merce ed i cassieri. La banda era operativa soprattutto nelle zone di via Maggiore, piazza delle Erbe e Cittadella, via Tiburto, piazzale del Cimitero.

MAZAR-I-SHARIF – GUIDONIA

L’altro filone di indagine degli agenti, invece, si è concentrato su Guidonia Montecelio dove operava l’altra banda. Un po’ meno strutturata di quella tiburtina, ma altrettanto pericolosa e ramificata.
I due “capi” approfittando di agganci con la Spagna, con il nord Italia ed anche con la criminalità di Gioia Tauro, in Calabria, riuscivano ad essere costantemente riforniti di considerevoli quantitativi di cocaina ed hashish.  La banda era operante per lo più tra Villanova, La Botte e Campolimpido. Il deposito era situato in strada Colle Nocello e la “base operativa” era un bar della zona dove venivano raccolti gli ordini telefonici e venivano fatti consegnare i soldi dai debitori, ma era anche il luogo dove venivano gestite le attività legali per i seguaci arrestati.

Il Commissariato di Tivoli venerdì mattina

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