Aumenti A24, si rischia una nuova stangata dal prossimo gennaio

Aumenti A24, si rischia una nuova stangata dal prossimo gennaio. A lanciare l’allarme, questa volta, non solo le associazioni dei consumatori ma gli stessi gestori di Strada dei Parchi. “Utilizzare i canoni della concessione per fare i lavori imprevisti e urgenti. E non dirottarli ad ANAS. Così si evitano gli aumenti tariffari” hanno spiegato dal gruppo Toto Holding, proprietario di SdP.

I LAVORI

“La messa in sicurezza urgente di A24 e A25  ed il  piano antiscalinamento sono interventi urgenti e decisivi per continuare a garantire la sicurezza dell’autostrada che ha superato  tre terremoti, in pochi anni” spiegano da Strada dei Parchi.

“Questo tipo di intervento rischia però di ricadere sulle spalle degli automobilisti sotto forma di aumento tariffario. Le convenzioni autostradali prevedono infatti che tutti gli investimenti in manutenzione si debbano finanziare con le tariffe. Vale per Strada dei Parchi come per tutte le altre concessionarie del Paese”.

LE TARIFFE

Vista l’eccezionalità della situazione di A24 e A25, ovvero quasi esclusivamente tratti montani ad alti costi di gestione e scarso traffico se non nei pressi delle grandi città, “il Governo aveva predisposto un emendamento alla legge di Stabilità, che puntava ad evitare la beffa  che gli interventi di messa in sicurezza sismica li pagassero gli automobilisti delle aree colpite dal terremoto.  Così il Governo aveva pensato di destinare parte delle annualità dei canoni di A24 e A25 (per 57 milioni l’anno)  proprio ai lavori d’emergenza sismica”.

AUMENTI A24

“Ma con blitz parlamentare – proseguono i Gestori – quel provvedimento è stato stravolto. Attribuendo ad ANAS i canoni di concessione, che invece per legge devono essere destinati allo Stato, che è il proprietario e concedente dell’autostrada. L’ANAS, ricordiamo, non ha nessuna competenza, neanche di autorità di controllo, sulle autostrade, SdP compresa”.

Non solo: “Con la ‘modifica blitz’ si è andati oltre:  anche per gli anni a venire sono stati dirottati altrove i fondi che il governo poteva impiegare su A25 e A24 per la messa in sicurezza. Stravolgendo il senso stesso del primo emendamento del Governo.  Al punto che il rischio che il costo dei lavori d’urgenza ricadano sulle spalle degli automobilisti è diventato  più che reale. E come sostiene la giunta Regionale Abruzzese anche incostituzionale”.

LA CONCESSIONE

“Ricordiamo che  SdP è l’unica concessionaria che paga un canone del prezzo della concessione di 57 milioni di euro all’anno, perché è stata l’unica autostrada ad essere assegnata con gara europea. SdP dal 2003 paga regolarmente i canoni, e continuerà a farlo come da impegno contrattuale, su questo non ci sono dubbi o deroghe da chiedere. Quello che la concessionaria SdP si augura è che i fondi dei Canoni vengano utilizzati sulle autostrade A24 e A25 per sostenere interventi straordinari e imprevedibili come quello su cui stiamo lavorando da due mesi”.

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