Stadio Roma | Ostacoli imprevisti: Cosa nasconde il sottosuolo di Pietralata?

Il futuro stadio della Roma a Pietralata affronta un nuovo ostacolo: scavi archeologici e braccio di ferro con la Soprintendenza. Quali segreti nasconde il sottosuolo?

Stadio Roma | Ostacoli imprevisti: Cosa nasconde il sottosuolo di Pietralata?
Il futuro stadio della Roma a Pietralata affronta un nuovo ostacolo: scavi archeologici e braccio di ferro con la Soprintendenza. Quali segreti nasconde il sottosuolo?

Il progetto per il nuovo stadio della AS Roma a Pietralata, previsto per il 2030, sta vivendo un momento di intensa incertezza. Dopo aver superato le questioni relative ai pipistrelli e al bosco, con la recente e approfondita relazione agronomica di Massimo Uniformi, presidente dell’Ordine degli Agronomi del Lazio, ora l’attenzione si sposta interamente sulle scoperte archeologiche. A meno di un mese dall’invio del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (Pfte) al Comune di Roma, avvenuto lo scorso 23 dicembre, la Soprintendenza ha sollevato nuove e significative preoccupazioni. Già dai primi anni ’90, infatti, era nota l’esistenza di un’antica villa romana nell’area, e la presenza di una cisterna di un acquedotto romano era stata registrata fin dalla presentazione del progetto preliminare. Questi elementi, uniti alla possibilità di cunicoli nascosti che potrebbero estendersi sotto l’impianto di gioco, suggeriscono una complessità del sottosuolo ben maggiore di quanto inizialmente preventivato, ponendo il club di fronte a una nuova e inaspettata sfida.

Nuove scoperte archeologiche accendono il dibattito

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Scoperte archeologiche inattese aprono nuovi scenari e accendono un intenso dibattito scientifico.

 

La tensione tra la AS Roma e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma è salita alle stelle a seguito di ritrovamenti avvenuti a circa un chilometro dall’area designata per lo stadio. Solo una settimana fa, gli scavi hanno portato alla luce un vero e proprio tesoro storico: tombe antiche, una strada romana ben conservata, due enormi vasche, preziose statuette di bronzo e un santuario dedicato a Ercole, il tutto risalente a circa 2400 anni fa. Questo ritrovamento, di notevole importanza storica e culturale, ha immediatamente allarmato la Soprintendenza, rafforzando la convinzione che l’intera area circostante Pietralata, inclusa quella del futuro impianto sportivo, possa celare altri reperti di grande valore. Di conseguenza, è stata avanzata una richiesta formale al club giallorosso: il completamento degli scavi archeologici, attualmente interrotti da qualche mese. Tali scavi, va specificato, rientrano tra le varie prescrizioni che il Comune aveva già presentato alla Roma rispetto al progetto iniziale. La Roma, dal canto suo, ha già condotto approfonditi sondaggi geologici che le infondono sufficiente sicurezza sulla possibilità di poter proseguire, creando così un chiaro punto di disaccordo con le autorità archeologiche.

Scenari futuri: tra bypass, esposizioni e riqualificazione

Scenari futuri: tra bypass, esposizioni e riqualificazione

Il futuro si progetta: tra bypass, esposizioni e riqualificazione urbana.

 

Mentre il braccio di ferro continua, la AS Roma ripone le sue speranze nell’insediamento del commissario agli stadi, Massimo Sessa, una figura che potrebbe avere il potere di superare alcuni degli attuali ostacoli o difficoltà burocratiche. Tra le possibili soluzioni avanzate, in caso di ulteriori ritrovamenti archeologici che richiedano interventi, si ipotizza un percorso simile a quello adottato per la stazione della metropolitana Colosseo, prevedendo la creazione di uno spazio espositivo permanente per i reperti all’interno o nelle vicinanze dello stadio. Un’altra alternativa è il modello di Piazza Pia, davanti a San Pietro, dove si è proceduto con l’eventuale spostamento dei rinvenimenti per consentire l’avanzamento dei lavori. La Soprintendenza, tuttavia, insiste sulla necessità di fare piena chiarezza su cosa si trova effettivamente nel sottosuolo dell’area dello stadio, prima di qualsiasi decisione. In questo complesso contesto, si inseriscono anche i “Comitati per il No”, che continuano a sfruttare ogni intoppo per ostacolare un progetto che, è fondamentale sottolinearlo, mira a una profonda riqualificazione di un’intera area che il Comune di Roma oggi considera fortemente degradata. Un’area di quasi 27 ettari, di cui ben 7 ettari saranno dedicati al verde pubblico e 3 ad aree naturalizzate, rappresentando un’opportunità di sviluppo urbano e ambientale significativa per la città eterna.